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Insectopia Insect Museum, il giovanissimo polo museale sugli insetti del Costa Rica

Il Costa Rica è conosciuto per la bellezza dei suoi ambienti, ricoperti prevalentemente da foresta tropicale, nonché per la straordinaria ricchezza di biodiversità. Tra le oltre 13.400 specie di Lepidotteri possiamo trovare le famose morfo blu (Morpho peleides) e le Caligo idomeneus, così come la falena più grande del mondo, la Thysania agrippina. Ovviamente il numero totale di specie attualmente conosciuto è una stima per difetto; infatti è logico desumere che molte specie attendano ancora di essere descritte.

Tipico ambiente forestale del Costa Rica. Foto: Federica Giarruzzo

In questo angolo di paradiso naturale tra fitte foreste e farfalle straordinariamente colorate, nasce il museo entomologico Insectopia Insect Museum, fondato dai giovani entomologi Jim Córdoba Alfaro e Juan Daniel Gómez Hernández. I due ragazzi, entrambi grandi esperti di Lepidotteri tropicali, hanno accumulato una considerevole esperienza di studio sul campo, fornendo un valente contribuendo alla conoscenza scientifica sull'argomento.

Raccolta di Coleotteri custoditi nella collezione del Museo. Foto: Federica Giarruzzo

Questa istituzione museale poggia le sue basi su una idea di fondo molto chiara: il Museo promuove infatti la ricerca e la diffusione pubblica della conoscenza sugli insetti del Costa Rica, grazie alla passione e alla esperienza dei fondatori, accompagnati da una solida community di entusiasti appassionati di insetti che partecipano attivamente alla promozione e all'espansione del progetto.

Selezione di Ninfalidi del Costa Rica. Foto: Federica Giarruzzo

Il Museo ospita una buona collezione entomologica, con ottimo materiale dei più noti e vistosi ordini di insetti raccolti in in Costa Rica, ed in particolare nella Penisola di Osa, dove ha sede l'Insectopia Insect Museum. La struttura non è ancora aperta al pubblico poiché la collezione è in fase di espansione.

Lavoro di cartellinatura degli esemplari. Foto: Federica Giarruzzo

Il lavoro di Jim come guida naturalistica nel Parco Nazionale del Corcovado, abbinato alla vendita di cisalidi di Lepidotteri e gioielli a tema farfalle, costituiscono una delle principali fonti di finanziamento del progetto. Inoltre chiunque avesse desiderio di contribuire a questa iniziativa può effettuare una donazione in denaro, oppure di materiale entomologico, come scatole, spilli eccetera.

Juan vicino ad una trappola per insetti allestita in piena foresta. Foto: Federica Giarruzzo

Federica Giarruzzo, biologa che studia e alleva Lepidotteri e Fasmidi tropicali, ha trascorso un periodo lavorativo di oltre tre mesi presso il Museo, partecipando attivamente alle attività di raccolta e studio del materiale. In un certo senso si è creato un bel ponte tra Italia e Costa Rica, a dimostrazione che la scienza e la ricerca non ha confini.

Federica con una Morpho brillante. Foto: Federica Giarruzzo

In chiusura vorrei ringraziare Federica per avermi segnalato questa bella iniziativa, e soprattutto per avermi inviato il materiale fotografico da inserire nel post. L'entomologia fatta sul campo è quella più stimolante e divertente, a diretto contatto con la natura e gli elementi che la compongono. Suggerisco di visitare il sito ufficiale di Insectopia, così come la loro pagina facebook.

Le tavole del Piccolo Atlante di Storia Naturale di U. Valbusa (1907)

Nei primi del Novecento avreste potuto vedere giovani entomologi entusiasti aggirarsi nei prati, alla ricerca di farfalle e di falene, con in tasca un piccolo libriccino di poco più di 40 pagine. Si tratta del Piccolo Atlante Popolare di Storia Naturale sulle farfalle curato dal Prof. Dott. Ubaldo Valbusa, con brevi testi descrittivi accompagnati da 12 tavole a colori. Non conosco i cenni biografici del Valbusa ma, stando a ciò che ha pubblicato nel corso degli anni, pare che fosse un prolifico autore presso varie case editrici torinesi tra il 1900 e il 1930. L'autore, oltre a trattare argomenti che spaziano tra vari gruppi zoologici, si occupa soprattutto di tematiche che riguardano la montagna, con diversi contributi presso il Club Alpino Italiano.

Nel piccolo atlante sulle farfalle troviamo una curiosa suddivisione sistematica, secondo cui i Lepidotteri si dividono a seconda della tipica posizione di riposo. A tenere le ali in posizione verticale rispetto al corpo sono i Ropaloceri, mentre quelli che tengono le ali a tetto sono gli Eteroceri. Ad occupare una intera pagina troviamo una sorta di schema sistematico, dove vengono specificati i periodi di attività dei due gruppi, rispettivamente diurni e notturni per Ropaloceri ed Eteroceri. Questa suddivisione, chiaramente superata, non teneva conto dell'attività diurna di certi eteroceri come la Zygaena filipendulae e l'Amata phegea.

Di seguito potrete apprezzare le tavole presenti in questo storico volumetto, oramai quasi dimenticato. Nel trascrivere le didascalie ho preferito lasciare il testo inalterato, sia nella punteggiatura che nell'uso delle maiuscole e minuscole. Appariranno dunque chiare alcune incoerenze nel modo di scrivere il nome scientifico, piuttosto che quello comune. In rosso ho indicato, qualora necessario, l'interpretazione attuale del nome scientifico completo.


Tavola I.
1, 1a, 1b (nei tre stadi). Macaone (Papilio Machaon L.). Papilionidi - Ropaloceri.
2, 2a (larva e farfalla). Parnassius Apollo. Papilionidi - Ropaloceri.

TAV. I.

Tavola II.
3, 3a. Cavolaia maggiore (Pieris brassicae). Pieridi - Ropaloceri.
4. Aurora di Provenza (Anthocharis Cardamines L.). Pieridi - Ropaloceri. = Aurora
5. Colia della frangola o Cedroncella (Gonepteryx rhamni). Pieridi - Ropaloceri. Maschio in gr. nat.
6. Lycaena Icarus L. Licenidi - Ropaloceri. = Polyommatus icarus (Rottemburg, 1775)
7. Polyommatus Phlaeas. Licenidi - Ropaloceri. Lycaena phlaeas (Linnaeus, 1761)
8. Vanessa Io L. (farfalla e larva). Ninfalidi - Ropaloceri. Inachis io (Linnaeus, 1758)

TAV. II.

Tavola III.
9. Vanessa dell'ortica (Vanessa Urticae). Ninfalidi - Ropaloceri. Aglais urticae (Linnaeus, 1758)
10. Vanessa Levana L. Ninfalidi - Ropaloceri. Araschnia levana (Linnaeus, 1758)
11. Apatura arcobaleno (farfalla, larva e crisalide) (Apatura Iris). Ninfalidi - Ropaloceri.
12. Melanargia Galatea L. Satiridi - Ropaloceri. Melanargia galathea (Linnaeus, 1758). Ninfalidi, Satirine

TAV. III.

TAV. IV.
13. Sfinge uccellino (Macroglossa stellatarum). Sfingini - Eteroceri. Macroglossum stellatarum (Linnaeus, 1758). Sfingidi
14. Macroglossa bombiliformis. Sfingini - Eteroceri. = (questo taxon risulta inesistente, dunque è da considerarsi come sinonimo di un non meglio identificato seside. L'esemplare figurato potrebbe indicare una forma di Sesia apiformis) Sesiidi.
15 e 15a (farfalla e larva). Sfinge dell'Euforbia o del Titimalo (Deilephila Euphorbiae L.). Sfingini - Eteroceri. = Sfingidi
16. Sfinge occhio di pavone (Smerinthus ocellata L.). Sfingini - Eteroceri. = Sfingidi

TAV. IV.

Tavola V.
17. 17a, 17b (farfalla, larva e crisalide). Sfinge testa di morto (Acherontia Atropos). Sfingini - Eteroceri. = Sfingidi

TAV. V.

Tavola VI.
18. Deilephila Elpenor L. detta anche Sfinge della vite. Sfingini - Eteroceri. = Sfingidi
19. Trochilium apiforme. Sfingini - Eteroceri. Sesia apiformis (Clerck, 1759). Sesiidi
20. Filipendolaia (Zygaena Filipendulae L.). Sfingini - Eteroceri. = Zigenidi
21. Filipendolaia falsa (Syntomis Phegea). Sfingini - Eteroceri. = Amata phegea (Linnaeus, 1758). Erebidi
22. Ino statices L. Sfingini - Eteroceri. Adscita statices (Linnaeus, 1758). Zigenidi
23, 23a (farfalla con uova, larve e bozzolo). Baco da seta o Bombice del Gelso (Bombyx Mori). Bombicini - Eteroceri.

TAV. VI.

Tavola VII.
24. 24a, 24b (farfalla, larva e crisalide). Bombice dell'Ailanto (Attacus Ailanthi). Bombicini - Eteroceri. Samia cynthia (Drury, 1773). Saturnidi
25. Bombice testa di bue (Phalera bucephala). Bombicini - Eteroceri. = Notodontidi
26. Bombice del pino (Bombyx pini). Bombicini - Eteroceri. Dendrolimus pini (Linnaeus, 1758). Lasiocampidi

TAV. VII.

Tavola VIII.
27, 27a (farfalla e larva). Bombice fogliasecca (Lasiocampa quercifolia) Bombicini - Eteroceri. Gastropacha quercifolia (Linnaeus, 1758). Lasiocampidi
28, 28a Bombyx neustria. Bombicini - Eteroceri. Malacosoma neustria (Linnaeus, 1758). Lasiocampidi
29. Arctia Caja. Bombicini - Eteroceri. Arctia caja (Linnaeus, 1758). Erebidi

TAV. VIII.

Tavola IX.
30, 30a (maschio e femmina). Orgya antiqua. Bombicini - Eteroceri. Orgyia antiqua (Linnaeus, 1758). Erebidi
31. Deiopeia pulchella. Bombicini - Eteroceri. Utetheisa pulchella (Linnaeus, 1758). Erebidi
32. Euchelia Iacobaeae. Bombicini - Eteroceri. Tyria jacobaeae (Linnaeus, 1758). Erebidi
33, 33a (farfalla e larva). Pavonia piccola (Saturnia pavonia). Bombicini - Eteroceri. = Saturnidi
34, 34a (farfalla e larva). Pavonia maggiore (Saturnia pyri). Bombicini - Eteroceri. = Saturnidi

TAV. IX.

Tavola X.
35. Nottuina del pino (Panolis piniperda). Nottuini - Eteroceri. Panolis flammea ([Denis & Schiffermüller], 1775). Nottuidi
36. Mamestra persicariae. Nottuini - Eteroceri. Melanchra persicariae (Linnaeus, 1761). Nottuidi
37. Scoliopteryx libatrix L. Nottuini - Eteroceri. = Erebidi
38, 38a (farfalla e larva). Calocampa exoleta. Nottuini - Eteroceri. Xylena exsoleta (Linnaeus, 1758). Nottuidi
39. Dichonia aprilina. Nottuini - Eteroceri. Griposia aprilina (Linnaeus, 1758). Nottuidi
40. Catocala rossa (Catocala nupta L.). Nottuini - Eteroceri. = Erebidi

TAV. X.

Tavola XI.
41, 41a (farfalla e larva). Agrotis pronuba L. Nottuini - Eteroceri. Noctua pronuba (Linnaeus, 1758). Nottuidi
42, 42a (farfalla e larva). Geometra dell'uva spina (Abracas grossulariata). Geometrini - Eteroceri. Abraxas grossulariata (Linnaeus, 1758). Geometridi
43, 43a (farfalla e larva). Geometra della Betula (Amphydaris betularia). Geometrini - Eteroceri. Biston betularia (Linnaeus, 1758). Geometridi
44. Geometra del Millefoglio (Biston zonarius). Geometrini - Eteroceri. Lycia zonaria ([Denis & Schiffermüller], 1775). Geometridi
45. Geometra del Pino (Bupalus Piniarius). Geometrini - Eteroceri. Bupalus piniaria (Linnaeus, 1758). Geometridi

TAV. XI.

Tavola XII.
46. Urapteryx sambucaria. Geometrini - Eteroceri. Ourapteryx sambucaria (Linnaeus, 1758). Geometridi
47. Venilia macularia. Geometrini - Eteroceri. Pseudopanthera macularia (Linnaeus, 1758). Geometridi
48, 48a (farfalla ingrandita circa due volte, e larva appesa per il filo sericeo ai fiori di vite) Cochylis ambiguella. Microlepidotteri - Eteroceri. Eupoecilia ambiguella (Hübner, 1796). Tortricidi
49, 49a, 49b (farfalla ad ali aperte e chiuse in riposo, e larve su di un ramo avvolto di seta). Farfallina del Melo (Yponomeuta malinella). Microlepidotteri - Eteroceri. Yponomeuta malinellus (Zeller, 1838). Iponomeutidi
50, 50a (farfalla e larva). Tignuola delle pellicce (Tinea trapetzella). Microlepidotteri - Eteroceri. Trichophaga tapetzella (Linnaeus, 1758). Tineidi

TAV. XII.

L'utilità delle coordinate geografiche nei dati di raccolta

Trascrivere in modo chiaro e coinciso la località in cui si è raccolto un certo esemplare è certamente una pratica sana, sia per il giovane entomologo, che per lo studioso esperto. Il dato della località è estremamente importante e di norma viene riportato nel seguente modo:

L I G U R I A
Alta Val Trebbia
dint. Rovegno (GE)

In questo caso possiamo sapere con certezza che, ad esempio, una femmina di Argynnis paphia è stata raccolta nei dintorni di Rovegno, in provincia di Genova. Il nome della regione è scritto in maiuscolo, con le lettere ben spaziate, al fine di mettere in evidenza quello che possiamo intendere come un dato regionale. Se è pur vero che il dato della località in generale è pienamente accettabile, appare chiaro che tale dicitura pecca di accuratezza.

Segnaposto ottenuto con coordinate geografiche in Google Earth.

Quella A. paphia potreste averla presa in qualsiasi luogo, nei dintorni di Rovegno. In tal caso nessuno, dopo di voi, potrà sapere in che zona è stata raccolta quella specie. Dobbiamo tuttavia ricordarci che stiamo parlando di insetti volanti (salvo eccezioni), che percorrono distanze piuttosto considerevoli nel corso della loro vita adulta. Collocare un certo esemplare di farfalla in un punto preciso, con lo scarto di un metro o poco più, appare quindi del tutto facoltativo, se non addirittura inutile.

Personalmente io sono a favore dell'uso delle coordinate, a patto che siano indicate sempre con un certo criterio. Anche se si tratta di una specie molto comune, come la cavolaia (Pieris brassicae), è comunque interessante sapere quando e in che punto è stata presa. Questo discorso è ancor più valido se parliamo di certe femmine attere di Geometridi, come l'Erannis defoliaria, che essendo prive di ali restano sempre molto vicine al punto di sfarfallamento.

Dato che non vogliamo dar nulla per scontato, iniziamo dalla regola cardine dell'uso delle coordinate nei cartellini di località. Le coordinate non devono MAI essere sostitutive del testo, ma devono essere sempre accompagnate ad esso. Ecco due esempi di uno stesso dato riportato in due modo diversi:

PIEMONTE       Langhe
Pezzolo V. Uzzone (CN)
44.540598, 8.195572
8.VI.1991  leg. M. Rossi

P  I  E  M  O  N  T  E
44.540598, 8.195572
8.VI.1991  leg. M. Rossi

Come potete vedere il cartellino completo ci indica chiaramente la località in cui è stato raccolto l'esemplare, con l'indicazione precisa del punto di raccolta. Se avremo necessità di capire dove è stato raccolto l'esemplare, la località sarà di immediata comprensione; poi, se avremo voglia di sapere anche il punto preciso di raccolta, non basterà far altro che tradurre le coordinate.

Il secondo cartellino è più criptico, pur riportando il medesimo dato. Ovviamente quest'ultimo non può essere preso in considerazione, poiché siamo in presenza di una palese violazione di quel principio di chiarezza e leggibilità che ogni cartellino dovrebbe sempre avere.

Le coordinate geografiche arricchiscono indubbiamente il dato scientifico, aiutandoci a fissare la presenza di una specie in un luogo ed una data precisa nel corso della storia naturale.

Forme di Lepidotteri esclusivamente italiane: Tavole (1905)

Le tavole a colori rappresentano senz'altro l'elemento estetico ed artistico più apprezzato nelle pubblicazioni sui Lepidotteri. Tra le più famose vi sono quelle del Verity, stampate in grande formato, e figuranti una impressionante quantità di esemplari utili per lo studio della materia lepidotterologica. Decisamente meno conosciute sono le tavole del Perlini, stampate in tricromia e in numero di 6, con esemplari figurati secondo una logica prettamente estetica, più che sistematica. Queste vere e proprie perle della cultura entomologica italiana, dopo una attenta scansione, sono rese pubbliche per la prima volta in questo blog.

Senza avere la minima pretesa di alterare i testi del Perlini, scelgo di riportare le didascalie nell'esatto modo in cui sono scritte all'interno del libro, datato 1905. L'opera dell'autore è dedicata all'Ing. Antonio Curò, che fu un importante ed attivissimo lepidotterologo italiano. Molti degli esemplari figurati provengono dalla collezione dello stesso Curò, mentre alcuni sono attribuiti a Verity.


Tavola I.
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Fig. 1. Papilio Hospiton, Génè. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 2. Parnassius Apollo var. Siciliae, Obt. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 3. Euchloë Tagis var. Insularis Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 4. Argynnis Euphrosyne var. Apennina, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 5. Erebia Flavofasciata, Heyne-Rühl ♀ (rovescio) - Raccolta Curò
Fig. 6. Satyrus Neomiris, God. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 7. Epinephele Nurag, Ghil. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 8. Hadena Zeta var. Curoi, Calb. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 9. Acidalia Extarsaria, H. S. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 10. Acidalia Congruata, Z. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 11. Larentia Disjunctaria, Delaharpe ♂ - Raccolta Curò
Fig. 12. Spilosoma ibrida (Rustica ♂ Mendica ♀) ♂ - Raccolta Curò
Fig. 13. Zygaena Corsica, B. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 14. Zygaena Meliloti ab. Decora, Ld. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 15. Zygaena Meliloti var. Sicula, Calb. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 16. Zygaena Lonicerae var. Major, Frey. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 17. Oreopsyche Silphella, Mill. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 18. « involucro della larva » - Raccolta Curò
Fig. 19. Apterona Helicinella, H. S. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 20. « involucro della larva » - Raccolta Curò

Tav. I.

TAVOLA II.
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Fig. 1, 2. Pararge Megera var. Tigelius, Bon. ♂, ♀ - Raccolta Curò
Fig. 3. Coenonympha Corinna, Hb. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 4. Hespheria Sao var. Teraphne, Rbr. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 5. Deilephila Dahlii, HG. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 6. Deilephila Euphorbiae var. Grentzenbergi, Staud. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 7. Deilephila Euphorbiae var. Esulae, B. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 8. Orgyia Trigotephras var. Verity, ♂ - Raccolta Verity
Fig. 9. Malacosoma Castrensis ab. Hilleri, Stndf. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 10. Zygaena Rubicundus, Hb. ♂ - Raccolta Verity
Fig. 11. Zygaena Transalpina var. Sorrentina, Staud. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 12. Zygaena Transalpina var. Boisduvalii, Costa ♂ - Raccolta Curò
Fig. 13. Zygaena Oxytropis, B. ♀ - Raccolta Curò

Tav. II.

TAVOLA III.
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Fig. 1. Argynnis Elisa, God. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 2. Melanargia Pherusa, B. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 3. Erebia Nerine var. Morula, Spr. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 4. Satyrus Neomiris, God. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 5. Lycaena Argus var. Valmasinii, Perlini ♂ - Raccolta Curò
Fig. 6. Lycaena Argus var. Corsica, Bell. ♂ (rovescio) - Raccolta Curò
Fig. 7. Saturnia Pavonia var. Meridionalis, Calb. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 8. Agrotis Trux var. Terranea, Frr. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 9. Polyphaenis Xanthochloris, B. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 10. Stilbia Faillae, Püng. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 11. Phasiane Binaevata, Mab. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 12. Zygaena Scabiosae var. Hoffmanni, Zkt. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 13. Zygaena Punctum var. Contamineoides, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 14, 15. Zygaena Transalpina var. (e ab.) Calabrica, Calb. ♂, ♀ - Raccolta Curò

Tav. III.

TAVOLA IV.
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Fig. 1. Pieris Rapae var. Rossi, Stef. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 2. Colias Edusa ab. Faillae, (id.) ♂ - Raccolta Curò
Fig. 3. Vanessa Urticae var. Ichnusa, Bon. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 4. Melanargia Arge, Sulz. ♀ - Raccolta Verity
Fig. 5. Chrysophanus Hippothoë var. Italica, Calb. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 6. Chrysophanus Dorilis var. Fulvior, Stef. ♂ - Raccolta Verity
Fig. 7. Thyris Diaphana, Staud. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 8. Agrotis Endogaea, B. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 9. Mamestra Calberlaî, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 10. Bryophila Muralis ab. Ghilliani ♀ - Raccolta Curò
Fig. 11. Thalpochares Elychrysi, Rbr. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 12. Plusia Beckeri var. Italica, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 13. Zygaena Scabiosae var. Orion, H. S. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 14. Zygaena Scabiosae var. Romeo, Dup. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 15. Zygaena Scabiosae var. Neapolitana, Calb. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 16. Zygaena Punctum var. Italica, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 17. Zygaena Meliloti var. Charon, Hb. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 18. Zygaena Meliloti var. Teriolensis, Spr. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 19. Zygaena Fausta var. Nicaeae, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 19. Zygaena Carniolica ab. Apenina, Tur. ♀ - Raccolta Curò

Tav. IV.

TAVOLA V.
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Fig. 1. Cucullia Scrophulariphaga, Rbr. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 2. Pseudoterpna Corsicaria, Rbr. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 3. Ortholitha Obvallaria, Mab. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 4. Larentia Casearia, Const. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 5. Larentia Timozzaria, Const. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 6. Larentia Bistrigata, Tr. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 7. Biston Graecarius var. Istrianus, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 8. Dasydia Tenebraria var. Wockearia, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 9. Fidonia Limbaria var. Rablensis, Z. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 10. Thamnonoma Sparsaria, Hb. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 11. Eubolia Assimilaria, Rbr. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 12. Ocnogyna Corsicum, Rbr. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 13, 14. Ocnogyna Corsicum var. Sardoa, Staud. ♂, ♀- Raccolta Curò
Fig. 15. Callimorpha Dominula var. Persona, Hb. ♀- Raccolta Verity
Fig. 16. Hyalina Wockei, Stndf. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 17. Oreopsyche Kahri, Ld. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 18. Psyche Turatii, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 19. Psyche Turatii. Involucro e crisalide - Raccolta Curò
Fig. 20. Phalacropterix Apiformis, Rossi ♂ - Raccolta Curò
Fig. 21. Phalacropterix Apiformis. Involucro e crisalide della ♀ - Raccolta Curò
Fig. 22. Phalacropterix Apiformis ab. Siculella, Rossi ♂ - Raccolta Curò

Tav. V.

TAVOLA VI.
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Fig. 1. Argynnis Elisa, God. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 2. Melanargia Pherusa ab. Plesaura, Bell. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 3. Melanargia Japygia, Cyr. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 4. Satyrus Semele var. Aristaeus, Bon. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 5. Orgyia Trigotephras var. Sicula, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 6. Lasiocampa Quercus var. Sicula, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 7. Saturnia Pavonia var. Meridionalis, Calb. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 8. Drepana Binaria var. Umbratula, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 9. Glottula Encausta, Hb. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 10. Polia Canescens var. Asphodeli, Rbr. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 11. Polia Canescens var. Asphodeli, Rbr. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 12. Caradrina Selinoides, Bell. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 13. Polyphaenis Sericata var. Viridata, Rag. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 14. Syntomis Phegea ab. Krugeri, Rag. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 15. Zygaena Transalpina, Esp. ♀ - Raccolta Curò

Tav. VI.

Recensione: Farfalle d'Italia

Da qualche anno a questa parte, nella mia continua ricerca di libri dedicati al mondo delle farfalle, mi è capitato di imbattermi in questa pubblicazione del 2009, dal formato piuttosto accattivante. Ad Entomodena non è raro trovarne qualche copia ma, per via del fatto che amici e colleghi non me ne abbiano mai parlato bene, sono sempre stato restio ad acquistarlo per la mia raccolta bibliografica. Il prezzo di copertina è di 35 Euro, ma su internet è possibile aggiudicarselo per 25 Euro o poco più. Qualche giorno fa mi è capitata una di quelle occasioni a cui difficilmente si riesce a resistere: una copia di magazzino invenduta con un piccolo strappo sulla copertina e una piegatura, tutto per soli 12 Euro! Il libro è curato da Roberto Villa, Marco Pellecchia e Giovanni Battista Pesce.


Così eccomi qua, pronto per scrivere una recensione che ritengo quanto mai necessaria, visti i pareri contrastanti che ho letto e sentito. Da un lato ci sono lepidotterologi che parlano di vera e propria porcheria, dall'altro troviamo utenti di Amazon che ne tessono le lodi con 5 stelle su 5. Esteticamente il volume si presenta molto bene, con uno stile sobrio e minimale, in un formato assimilabile a quello dei fogli A4 che bene o male tutti conosciamo. Entrando nel merito dei contenuti, però, si riscontrano delle mancanze davvero gravi, se non addirittura assurde. Dico ciò con sentita amarezza, perché un lavoro simile, fatto come si deve, sarebbe potuto essere una sorta di pietra miliare per il panorama divulgativo sulle farfalle d'Italia.

All'inizio gli autori ci tengono a ricordarci che il loro libro si presenta nell'insolita forma di un album di figurine. Ripeto, un album di figurine. A questo punto le premesse non sono affatto buone, poiché questa forma può passare per quel che riguarda le immagini degli stadi giovanili, ma non è assolutamente giustificabile per gli esemplari preparati. Ma su questo aspetto mi soffermerò più avanti. La parte relativa alle informazioni generali è ben fatta, e rappresenta molto bene i vari aspetti che riguardano la biologia dei Lepidotteri. Le tavole sinottiche, purtroppo, ci danno già un assaggio di cosa troveremo nella parte relativa alle specie citate. Nel capitolo dei nomi comuni troviamo una curiosa proposta di nomi italiani da utilizzare come riferimento per ciascuna specie. Molti di essi, proposti da Pellecchia e Pizzetti, sono pienamente in linea con altri autori di libri di carattere divulgativo. Altri nomi sembrano campati per aria, come "Milleocchi" per alcune farfalle del genere Polyommatus.

Pagine di Colias crocea e C. hyale.

Giunti al capitolo delle schede troviamo la Waterloo di questo libro, e a questo punto un bel blastaggio è quasi d'obbligo. Non esiste al mondo che si debbano pagare 35 Euro (questo è il prezzo di copertina) per un libro dove mancano più di 280 immagini di esemplari preparati! Ebbene questa è una cosa a dir poco ingiustificabile poiché, per ottenere certe immagini da rovescio e recto, sarebbe bastato compiere una azione molto semplice: ruotare gli esemplari. Così manchino tutti i rovesci delle farfalle del genere Colias e Gonepteryx. Come accidenti è possibile? Com'è ben noto il rovescio di queste specie, soprattutto quello delle Colias, è ben diverso dal lato superiore. Posso capire la mancanza di foto di uova, larve e pupe, che non sono sempre sono facili da ottenere in natura o in allevamento, soprattutto per certe rare specie. Ma quando hai piena disponibilità di esemplari preparati che, tra l'altro, puoi fotografare quando e come vuoi, risulta ingiustificabile la mancanza di materiale fotografico.

Polyommatus dolus e P. dorylas.

La sezione comparativa risulta di difficile fruizione per via della ridotta dimensione delle immagini e della presenza di sole descrizioni didascaliche. Forse sarebbe stato meglio, oltre a presentare immagini grandi, aggiungere linee di indicazioni utili per inquadrare i caratteri diagnostici. Sul retro copertina troviamo la seguente frase "Finalmente una collezione di farfalle per tutti. Nessuna cassetta entomologica, ma una splendida raccolta fotografica delle 280 farfalle d'Italia". Tale frase è fuorviante se teniamo bene a mente le mancanze che vi ho descritto in questo post. Secondo gli autori, per vedere il rovescio della Lycaena eurydame, tanto per dirvene una, dovremmo procurarci noi degli esemplari, oppure dovremmo recarci presso il Museo di Storia Naturale più vicino. Ma è possibile che nessuno abbia fatto notare agli autori questa cosa, prima di pubblicare un libro di questo genere e metterlo in vendita a quel prezzo? Addirittura ne esiste una versione con copertina nera al prezzo di 45 Euro! Semplicemente metafisico.

Questo libro è decisamente pretenzioso, con mancanze fotografiche assolutamente ingiustificate. Ne sconsiglio vivamente l'acquisto, nell'attesa di una riedizione revisionata e più completa.

Thysania agrippina, una falena gigante e misteriosa

Su questo pianeta esistono centinaia di migliaia di specie di falene d'ogni forma e colore. È un mondo davvero variegato ed affascinante quello delle falene, o Eteroceri che dir si voglia, relegato solitamente ad una attività prevalentemente notturna. Il fatto che le farfalle costituiscano circa il 5% di tutti i Lepidotteri attualmente conosciuti è indubbiamente degno di nota; a conti fatti il processo di speciazione delle falene si è manifestato con una potenza incredibile, sfruttando un numero incalcolabile di nicchie ecologiche.

Il processo evolutivo ha fatto si che dal lepidottero ancestrale si fosse generata quella che, tra tutti i Lepidotteri, è la specie con la massima apertura alare conosciuta: la Thysania agrippina.

T. agrippina fotografata in Messico nella sua tipica posa di riposo. Foto: Uncabral - Wikimedia

Gli anglosassoni la chiamano spesso white witch, cioè strega bianca, con riferimento poetico alla sua colorazione e periodo di attività. Alcuni esemplari possono superare abbondantemente i 250 mm, arrivando anche a toccare il record di 300 mm. Dal punto di vista sistematico si colloca all'interno della famiglia degli Erebidi (Erebidae), di cui fanno parte anche le nostre catocale (gen. Catocala), falene piuttosto grandi per la fauna europea ed italiana. T. agrippina è compresa nella tribù dei Termesini (Thermesiini), assieme alle congeneri T. pomponia e T. zenobia.

Esemplare preparato. Foto: Anaxibia - Wikimedia

La pagina superiore delle ali presenta una elegante trama di disegni neri e bruni su un fondo che può variare dal bianco-sporco al giallo-grigiastro. I disegni scuri, seppur di modesta variabilità specifica, sono abbastanza ricorrenti da un punto di vista individuale. Tale schema di disegni permette alla T. agrippina di mimetizzarsi efficacemente sui tronchi sulla quale è solita posarsi. Le linee scure irregolari in forte contrasto con un fondo chiaro ne confondono la sagoma agli occhi di un potenziale predatore.

Mimetismo criptico in azione nella foresta di Tambopat, Colombia. Foto: Alexey Yakovlev - Wikimedia

La pagina inferiore delle ali è completamente diversa da quella superiore. Su un fondo prevalentemente marrone si apprezzano estese iridescenze blu, localizzate verso l'area postdiscale, con l'aggiunta di una serie di macchie bianche presenti in maggior numero sulle ali posteriori.

Rovescio dello stesso esemplare preparato. Foto: Anaxibia - Wikimedia

La specie ha un areale abbastanza vasto che si estende all'America Centrale fino al Perù. La si può osservare in Messico ed occasionalmente in Texas. È segnalata in Costa Rica a Santa Elena, Baia Drake e Volcán, nella foresta di Otonga in Ecuador, nella riserva di Tambopata in Perù, nella riserva naturale di Nouragues (Guyana Francese) e presso il Rio Negro in Amazzonia. Laddove raggiunge il limite meridionale del suo areale, nello stato del Rio Grande, è considerata come specie a rischio.

T. agrippina a confronto con altri Lepidotteri neotropicali. Foto: Édouard Hue & VIGNERON - Wikimedia

Nelle fiere entomologiche non è difficile trovare esemplari di questa specie in vendita, spesso con prezzi decisamente contrastanti: dai 15 agli 80 euro tanto per intenderci. Tra l'altro, molti di questi sono sprovvisti di dati di raccolta che, con buona ragione, sarebbero utili per arricchire la conoscenza sulla distribuzione di questa falena.

T. agrippina è stata descritta dall'entomologo Pieter Cramer nel 1776, e nonostante siano passati oltre due secoli, non si sa praticamente nulla del suo ciclo vitale! Non si conosce l'aspetto del bruco, tanto meno la pianta (o le piante) di cui si nutre. In base alla sua specie sorella, la T. zenobia, pare che il bruco si sviluppi a spese di piante della famiglia delle Leguminose. Nel 1705 l'illustratrice e naturalista Maria Sibylla Merian, a seguito di una spedizione in Suriname, pubblica un libro intitolato Metamorphosis Insectorum Surinamensium dove è presente una tavola realmente significativa su questa enigmatica falena.

La tavola di M. S. Merian del 1705. Foto: Wikimedia

Nonostante l'indubbia resa della composizione e del dettaglio dei disegni, l'accostamento degli stadi di sviluppo di bruco, bozzolo e sacco di uova risulta essere errato; questo fatto è stato per così dire "debunkato" da tal David Cappaert, curatore del progetto White Witch Watch dedicato allo studio di T. agrippina. Va sottolineato che, nel Diciassettesimo secolo, la conoscenza sul processo di metamorfosi non era pienamente compreso.

A tal proposito David ha aperto un sito internet con lo scopo di poter finalmente svelare il ciclo vitale di questa specie, aggiornando la tavola di Merian in chiave moderna. Per chiunque sia in grado di allevare e documentare il ciclo di questa specie è prevista per fino una ricompensa in denaro. Purtroppo la "strega bianca" vive prevalentemente in habitat di foresta, nella quale non risulta sempre facile muoversi. Uno studio mirato richiederebbe mesi di ricerca direttamente sul campo, con i costi che ne conseguono.

Speriamo che un giorno venga risolto questo mistero. Nel frattempo potete apprezzare questa simpatica locandina pubblicata sul sito White Witch Watch:


Su Youtube ci sono due video amatoriali molto interessanti riguardo la T. agrippina. Nel primo video assistiamo ad un bell'esempio di interazione uomo falena dove, nel caso specifico, la povera bestiola, o forse sarebbe meglio dire bestione data l'apertura alare, viene ripetutamente disturbata durante la sua fase di riposo diurno. La reattività degli Erebidi è un carattere tipico in queste falene.


Il secondo video è decisamente più interessante in quanto mostra un individuo in piena attività. Con ogni probabilità esso è attratto da sostanze zuccherine in fermentazione contenute all'interno dei sacchi di spazzatura. Certe sostanze contenute nella birra, nel vino, o nella frutta marcescente, possono attrarre certe specie di falene, che avendo un apparato boccale pienamente sviluppato, sono in grado di nutrirsi senza alcun problema.

Universo dei Lepidotteri - Acraea issoria

L'Acraea issoria è una specie che vive nel Sud-est asiatico. La forma tipica vola in India (Sikkim, Assam) e nel Sud della Cina. Ne sono conosciute più di cinque sottospecie, tra cui: vestoides (Moore, 1901), endemica dell'isola di Giava; sordice (Fruhstorfer, 1914), che vola in Birmania, Thailandia e in Cina nella provincia dello Yunnan; formosana (Fruhstorfer, 1912) dell'isola di Taiwan; atticola (Fruhstorfer, 1906?), dell'isola di Sumatra; vestalina (Fruhstorfer, 1906), del Vietnam meridionale.

 Acraea issoria formosana

Famiglia: Nymphalidae
Sottofamiglia: Heliconiinae
Tribù: Acraeini

La A. issoria, il cui nome comune anglosassone è Yellow Coaster, è una farfalla dall'ampio areale, che vola anche in montagna fino a 1500 m di quota. È una farfalla di dimensioni medio-piccole, 5-7 cm, caratterizzata dalle ali superiori allungate. Il colore delle ali ha una predominanza giallo arancione, con linee e disegni neri e marroni lungo le nervature e sui margini delle ali. È nota per il suo volo lento; spesso a livello del suolo. La specie vanta una certa territorialità, in quanto è facile osservarla mentre pattuglia il suo territorio controllando ed inseguendo ogni intruso.

Acraea sp., proveniente dallo Zaire.

Le farfalle del genere Acraea sono tra le poche specie appartenenti alla tribù degli Acraeini. All'interno di questa tribù troviamo anche i generi Abananote, Altinote, e Actinote, distribuiti nella regione neotropicale. I restanti generi Bematistes, Miyana, e Pardopsis hanno una distribuzione paleotropicale, come le Acraea.

Actinote laverna, originaria dell'Ecuador.

L'uovo dell'Acraea è giallo chiaro, rotondo e con un diametro di circa 1 mm. I bruchi, prima di impuparsi, raggiungono i 4 cm di lunghezza. Il loro colore è caratteristico, con bande bianche e marroni color cioccolato, con delle macchie arancioni da cui partono lunghi aculei spinosi; tali aculei sono distribuiti lungo il corpo in 6 file. La crisalide è lunga è lunga fino a 2,2 cm, è bianca e riccamente decorata da disegni arancioni e marroni. Lo stadio pupale dura da 15 a 20 giorni in base alla temperatura. La farfalla adulta può vivere da 1 a 2 mesi; lo stadio di adulto si può osservare tutto l'anno tranne che in inverno, con più generazioni.

Actinote amida, proveniente dalla Colombia.

I bruchi di A. issoria si nutrono di diverse piante appartenenti alla famiglia delle Urticaceae. La sottospecie formosana si nutre delle foglie delle seguenti ortiche: Boehmeria densiflora, B. frutescensDebregeasia orientalisPouzolzia elegans. La specie tipica, invece, si nutre della B. salicifolia, di altre piante del genere Boehmeria, ma anche di Buddleja, la famosa "pianta delle farfalle".


Riferimenti:

  • Peruzzo A., Pitton L., Vercellini G., 2007 - La natura in 1000 forme e colori, vere farfalle da collezione - Alberto Peruzzo Editore & Geoworld Srl, Milano, 180 pp.
  • Immagini © Alberto Peruzzo Editore.

Come distruggere le falene

Per ogni creatore di contenuti che si rispetti è importante conoscere quali sono le domande più frequenti che la gente si pone sul web. Questo dato, seppur facoltativo, può incidere in maniera significativa sul numero di visualizzazioni e condivisioni di un determinato contenuto. Detta in soldoni; se sapete rispondere in maniera efficace alla domanda giusta, state pur certi che le visualizzazioni arriveranno, ed il piazzamento nei risultati dei vari motori di ricerca (Google in testa) vi premieranno a dovere. Nel corso della mia attività di divulgazione ho avuto modo di sperimentare questo fatto, laddove certi contenuti risultavano, e risultano tutt'ora, nettamente più visualizzati di altri.

Esistono siti web creati appositamente per aiutare i creatori di contenuti, nonché eventuali agenti di marketing, a capire cosa cerca la gente la fuori. Qualche settimana fa sono approdato su AnswerThePublic.com, uno strumento creato appositamente per illustrare in modo semplice e pratico le domande relative ad un determinato argomento cercato su internet. Non starò qui a farvi uno spiegone riguardo a tale sito e al suo funzionamento; quindi per approfondire vi suggerisco questo ottimo post pubblicato da Riccardo Esposito sul sito Seo Chef.

Cercando la parola 'falene' sono usciti fuori parecchi risultati tra cui, nella categoria del 'come' è uscita la seguente domanda: come distruggere le falene. La cosa ha suscitato in me una certa ilarità, più che altro per via della parola relativa alla distruzione, associata ad una creatura relativamente delicata e innocua, nel suo stadio di adulto. Alcuni si chiedono giustamente come si possano eliminare le falene in casa, ad esempio le tarme della farina e dei vestiti, oppure come eliminare le falene che attaccano gli ortaggi, chiaramente durante lo stadio larvale. Quindi si parla di eliminazione, di uccisione, piuttosto che di distruzione.

Seguendo il seguente principio secondo cui a domanda mal posta ricorre risposta alternativa, risponderò con una vignetta che rappresenta al meglio cosa mi sono immaginato la prima volta che ho letto tal domanda...

Un tizio lancia una molotov ad una Saturnia pyri gigante.

Cydalima perspectalis a Vernazzola, secondo avvistamento

Ieri pomeriggio un altro esemplare del piralide del bosso, Cydalima perspectalis, ha fatto la sua comparsa nei dintorni di Vernazzola. Essendo questo il secondo avvistamento dell'anno, ne ho preso nota, segnando il dato e raccogliendo l'esemplare.

Cydalima perspectalis