Per ulteriori informazioni su questa mappa clicca qui!

Entomodena 14 aprile 2018, resoconto ed acquisti

Da diversi anni a questa parte, in ogni primavera, l'edizione di Entomodena è per me un appuntamento immancabile. Oltre ad essere una ottima occasione per fare qualche acquisto interessante, è anche un bella scusa per incontrare amici e colleghi, per scambiare quattro chiacchiere e raccontarsi le ultime novità.

Vari esemplari paleartici in vendita.

Il mio trasportino in legno con ritagli di farfalle decorativi, divenuto un compagno di viaggio quasi inseparabile, si è riempito di ben 22 esemplari appartenenti a vari gruppi tassonomici, con l'aggiunta di alcune farfalle e falene esotiche che mi sono state gentilmente donate da un caro amico. Ho piluccato da vari espositori, approfittando di prezzi molto bassi, da pochi centesimi a 2 Euro al pezzo. Tra l'altro ho colto l'occasione di acquistare qualche libro di carattere divulgativo, in lingua inglese, e un bel libro dedicato al baco da seta.

Un amico mi aveva chiesto di procurargli una serie di Pieris ergane, possibilmente a coppie, di prima e seconda generazione. Dal banchetto del buon Costella ne ho prese 12, di cui 2 mi sono stare regalate. Nel banchetto della collezione di Etonti c'erano i soliti esemplari a pochi centesimi, in maggioranza di qualità discreta o pessima. Tuttavia, la presenza del cartellino di località mi ha spinto a comprarne 6, tra cui 1 Brassolis, 1 farfalla del genere Parides, 1 Heliconius di cui non azzardo dire la specie, 1 Tatochila, 1 maschio di Colias dimera (con porzioni di ali posteriori mancanti) e 1 non meglio identificato saturnide del Perù. I restanti 4 esemplari sono 1 bella Marpesia chiron, 1 Chiteronia messicana, 1 Pachydota dal caratteristico addome nero e giallo-arancio e 1 falena appartenente alla sottofamiglia delle Calpinae, di cui fa parte anche la Thysania agrippina (la falena più grande al mondo).

Contenuto del trasportino al rientro da Entomodena.

Baco da seta, uova e larve al 1° stadio, 12.IV.2018

A febbraio di quest'anno un amico mi ha regalato, per mancanza di spazio, una discreta fornitura di uova di baco da seta (Bombyx mori). Questa specie è assai conosciuta per la pregevole seta prodotta dai bruchi. Per via dell'allevamento intensivo portato avanti da oltre 5000 anni, il Bombyx mori è diventato l'insetto domestico per eccellenza, essendo oramai incapace di sopravvivere senza l'aiuto dell'uomo.

Una larva appena uscita da una delle tante uova deposte su carta da cucina.

Per iniziare l'allevamento mi sono procurato una pianta di gelso nero (Morus nigra). Ho tenuto le uova in una scatoletta di cartoncino, riposta in un luogo riparato e molto fresco, in modo da ritardare la schiusa. All'approssimarsi della primavera ho spostato la scatoletta in casa, così da monitorare la situazione delle uova.

Larva al 1° stadio di sviluppo.

La pianta sta iniziando vegetare con vigore, e le piccole larve stanno iniziando a sgranocchiare le foglie, per il momento (e per fortuna) con poca vivacità. Trovo affascinante pensare che queste piccole bestiole discendano da quei bachi cinesi che diedero inizio al mito del baco da seta.

Piccola larva su foglia di Morus nigra.

Universo dei Lepidotteri - Significato e curiosità dei nomi delle farfalle

Le farfalle sono insetti bellissimi, da sempre ammirati da tutti i popoli della terra. Il nome utilizzato da ogni popolazione per indicare le farfalle ha in genere un profondo significato spirituale o culturale. Per gli antichi Greci ad esempio esisteva una connessione tra l'anima dei morti e le farfalle, così che chiamavano la farfalla psychè, termine che significava anche "spirito", "anima umana". Il collegamento spirituale con le farfalle e il loro ciclo si ritrova anche nel nome prescelto per la crisalide nekydallos, che racchiude in sé la radice nekys, cioè "morte", forse per sottolineare la morte in divenire delle pupe. I Latini usavano invece il termine animula che testimonia, una volta di più, il profondo connubio tra farfalle e spiritualità.

Ancora oggi in Russia è utilizzato il dialettale dushichka, che letteralmente significa "animuccia"; il termine russo altrimenti più comune è babochka, che deriva dal diminutivo di "baba" o "babka" e significa donna o nonna. In spagnolo il termine mariposa probabilmente deriva da "la Santa Maria posa" cioè "la Vergine Maria posata". Vi sono anche dei nomi che nascono da un'altra caratteristica affascinante dei lepidotteri: il volo, così leggero, armonioso, cadenzato dal ben visibile battere e levare delle ali. Il latino papilio ha questa origine, con il raddoppiamento (il battere e il levare...) della radice peb, che sta per "volare" e rimane quasi inalterato nel termine francese papillon.

Litografia tratta dal volume A Handbook to the Order Lepidoptera di W. F. Kirby. Sono figurati il Danaus plexippus (in alto) e la Tirumala limniace.

Il termine italiano farfalla, anche se lontano dal nome latino, è costruito con lo stesso criterio: ripetizione sillabica, che ricorda il doppio movimento alare, e suono dolce, quasi onomatopeico. Nel caso dell'inglese butterfly e del tedesco schmetterling i termini risalgono ad antiche leggende popolari. Il termine inglese deriverebbe dalla tradizione secondo la quale le fate, celate sotto le sembianze di una farfalla, entravano svolazzando nelle case (fly significa "volare") per poi rubare panna e burro (butter) dalle dispense. Nella lingua tedesca, invece, sarebbero proprio le streghe a rubare la crema e il burro. Schmetten, dal dialetto dell'alta Sassonia utilizzato nel XVI e XVII secolo e derivante dalla parola di origine ceca smetana, cioè crema.

In altre culture il termine è abbinato all'arrivo della primavera, come nel caso del norvegese e del danese sommerfugler, uccello di primavera, come nella lingua Yiddish zomerfeygele. La parola danese sommerfugler, usata per definire generalmente tutti i Lepidotteri, deriva da sommer, primavera, e probabilmente dal tedesco vogel, uccello. Altri termini stranieri che indicano le farfalle sono il portoghese borboleta, il mandarino hu-tieh e il cantonese woo-deep, l'arabo farasha, il croato leptir, l'hawaiano pulelehua, l'indi titli, l'indonesiano kupu-kupu, il giapponese chou-chou, il vietnamita boum-boum, l'azteco papalotl, lo swahili kungu-urumu, lo zulu uvemvane, lo fijiano bebe, il malayalama (dialetto di Kerala, India meridionale) poompatta, che significa "insetto come un fiore".

Ovviamente i termini sono tantissimi, quanti le lingue che i differenti popoli parlano. In aggiunta ogni dialetto utilizza propri nomi, per esempio, nella sola regione dell'Emilia Romagna "farfalla" si può dire in almeno 7 modi diversi a seconda dell'area in cui ci si trova: farfàla, parpàia, parpaia, parpäia, parpàja, parpaja e sparpàja. Se è pur vero che nel mondo le farfalle vengono chiamate in mille modi diversi, ciascuna specie descritta ha un proprio nome scientifico, univoco a livello internazionale. Quando un entomologo identifica una farfalla non ancora descritta, infatti, gli spetta la scelta del nome. Non sempre si tratta di un compito facile. Lenneo e Fabricius, che nella seconda metà del 1700 furono i primi naturalisti a descrivere le specie di insetti, si trovarono di fronte a migliaia di animali ancora senza un nome scientifico.

Linneo fu quindi l'ideatore dell'attuale classificazione sistematica, che prende il nome di binomia, in quanto ad ogni specie vengono abbinati due nomi, uno che identifica il genere di appartenenza, l'altro la specie (es. Vanessa atalanta). La scelta dei nomi ricadde su alcune caratteristiche dell'insetto, come ad esempio sula sua ecologia (Pieris rapae, la cui pianta nutrice è la rapa), o in dedica a uno studioso o a persone importanti come re e regine. Vennero selezionati anche molti nomi dal mondo della mitologia. Gran parte delle specie descritte da Linneo e dagli autori successivi portano il nome di leggendari personaggi classici. Ecco un breve elenco di farfalle tropicali che hanno il nome di eroi greci: Graphium agamemnon (da Agamennone, il re per eccellenza, incaricato, nell'Iliade, del comando supremo dell'esercito acheo); Papilio ulysses (da Ulisse, l'eroe più famoso dell'antichità protagonista dell'odissea); Ornithoptera priamus (da Priamo, re di Troia durante la famosa guerra); Morpho menelaus (da Menelao, fratello di Agamennone e marito di Elena); Morpho helena (da Elena, moglie di Menelao, la donna per cui i Greci combatterono per dieci anni alle porte di Troia); Caligo idomeneus (da Idomeneo, re di Creta ed eroe di primo piano nella guerra di Troia).

Incisione inglese del 1896 dell'autore Wyman, che raffigura dall'alto Heliconius vesta, H. erato e H. sylvanus.

Anche i nomi di molte farfalle italiane riprendono la mitologia classica, eccone alcuni esempi: Iphiclides podalirius (da Podalirio, medico greco che partecipò alla guerra di Troia); Papilio machaon (da Macaone, fratello di Podalirio; anch'egli partecipò alla guerra di Troia); Parnassius apollo (da Apollo, dio del Sole); Inachis io (da Io, amante di Giove, che fu tramutata in vacca); Argynnis pandora (da Pandora, che aprì il celebre vaso donato da Giove, contenente tutti i mali del mondo); Hipparchia semele (da Semele, amante di Giove e madre di Bacco); Hyponephele lycaon (da Licaone, re di Arcadia, tramutato da Giove in volpe). Non solo i nomi delle specie ricordano gli eroi della mitologia, ma anche quelli delle categorie superiori, come generi e famiglie. Tra questi ricordiamo: Pieridae (da Pieridi, termine che i poeti latini usano per indicare alle Muse); Satyrinae (nome di una sottofamiglia, che proviene da Satiri, demoni della natura); Parides (termine che indica un genere, e proviene da Paride, colui che rapì Elena scatenando la guerra di Troia).

Qualche autore ha dato alle farfalle anche nomi con riferimenti religiosi, tra cui Papilio buddha e Papilio krishna, farfalle indiane, oppure Papilio zoroastres, farfalla africana. Altri ancora hanno scelto nomi di personaggi storici classici, come nel caso del Papilio hippocrates.

Riferimenti:
  • Rosa P. et al. 2003-2004. Le farfalle più belle del mondo. Alberto Peruzzo Editore SRL, Milano.
  • Peruzzo A. et al., 2007. La natura in 1000 forme e colori, vere farfalle da collezione. Alberto Peruzzo Editore & Geoworld Srl, Milano, 180 pp.
  • Immagini © Alberto Peruzzo Editore.

Non chiamatela farfalla! Breve dissertazione su una importante questione di nomenclatura ad uso comune

Non sapete quante volte mi è capitato di leggere e sentire persone che parlano di farfalle, dando per scontato che si tratta dei Lepidotteri nel loro insieme. Talvolta più nello specifico si parla di farfalle diurne e farfalle notturne, fornendo una utile divisione in due gruppi ben distinti. Tuttavia in questo post vorrei spiegarvi il motivo per cui tale terminologia, seppure comoda, risulta essere alquanto obsoleta e non molto corretta.

Amata phegea, una falena diurna.

Prima di entrare nel vivo della questione ritengo utile fare una citazione che può fornirci uno spunto orientativo molto interessante. Nel libro The Observer's Book of Larger Moths di R. L. E. Ford ci viene spiegata in una singola frase la suddivisione dei Lepidotteri. Cito testualmente: "Moths belong to the larger Order of Insects called Lepidoptera, and this order is divided into two divisions, Butterflies, or Rhopalocera, and Moths, or Heterocera", frase traducibile come segue: "Le falene appartengono al grande ordine di Insetti chiamati Lepidotteri, e questo ordine è diviso in due gruppi, farfalle, o Ropaloceri, e falene, o Eteroceri".

Sebbene in campo sistematico i gruppi Rhopalocera ed Heterocera siano considerati "di comodo", e la filogenesi dei Lepidotteri lo conferma, non si può trascurare la loro validità nell'uso comune e scientifico. Accettando questo fatto va detto che i due gruppi sono giustificati più che altro dalla differenza morfologica delle antenne per cui in parole povere, anzi poverissime, nei Ropaloceri sono clavate e negli Eteroceri appaiono diverse, cioè filiformi o pettinate.

Tenendo bene a mente questo dato, prendiamo in esame il periodo di attività di questi insetti. Spessevolte si parla di farfalle notturne, così come di farfalle diurne, o semplicemente di falene per le quali viene data per scontata la sola attività notturna. In realtà non esistono farfalle (cioè Ropaloceri) ad attività notturna, mentre esistono falene che volano solamente durante il giorno, proprio come le farfalle. Possiamo semplificare il discorso nel seguente modo:

Lepidoptera = Lepidotteri (Ropaloceri+Eteroceri)
Rhopalocera = Ropaloceri (farfalle)
Heterocera = Eteroceri (falene, sia notturne che diurne)
farfalle = Ropaloceri
falene = Eteroceri

Spero di non aver fatto la parte del "grammar-nazi", ma d'aver altresì fornito un valido spunto di riflessione sui termini più appropriati da utilizzare per definire le farfalle e le falene.

Le 10 farfalle più belle d'Italia

Nel caotico mondo della rete il format delle "Top 10" tira parecchio, attraendo come una calamita il così detto fenomeno dell'acchiappa click, altresì noto come click-baiting. Ciò è dovuto al fatto che molte persone sono evidentemente attirate dalle classifiche come i 10 posti da vedere prima di morire, oppure i 10 oggetti più strani mai inventati, e chi ne ha più ne metta! A tal proposito ho pensato bene di dare il mio contributo, con l'intento di far conoscere le più belle ed appariscenti ambasciatrici della nostra biodiversità. Premetto che io considero ogni specie bella ed unica a modo suo, e dovendo scegliere 10 specie su oltre 260 molte di esse, pur essendo decisamente appariscenti, sono rimaste fuori dalla classifica; il podalirio (I. podalirius) è un esempio.

10. Grande silvano (Limenitis populi)
Questa particolare specie è certamente grossa per la fauna italiana, con una apertura alare che più superare i 90 mm in alcune femmine. Il forte contrasto tra la pagina superiore ed inferiore delle ali la rendono inconfondibile. Sul lato superiore è visibile una elegante iridescenza blu, accompagnata da una serie di macchie arancioni e gialle. Vola da maggio a giugno con una sola generazione annuale.

Limenitis populi in posizione di riposo.

9. Morfeo (Heteropterus morpheus)
Se non avessi inserito un esperide in questo elenco sarei stato sicuramente tacciato di razzismo. Scherzi a parte la famiglia degli Esperidi in Europa, e tanto più in Italia, presenta generalmente specie piccole e poco appariscenti. Tale discorso non si applica a questa specie legata ad ambienti umidi, che è caratterizzata da vistose macchie tondeggianti sul lato inferiore delle ali posteriori. La si può osservare nei mesi estivi in ambienti umidi e di pianura.

Lato inferiore di H. morpheus.

8. Tecla del rovo (Callophrys rubi)
Se i Licenidi sono di norma piccoli come gli Esperidi, di contrasto, sono generalmente caratterizzati da colori brillanti che vanno dall'azzurro all'arancione, rispettivamente nei generi Polyommatus e Lycaena. Questa farfallina, assieme alla sua specie sorella C. avis, è l'unica ad avere ali completamente verdi; ciò le permette di mimetizzarsi efficacemente tra i cespugli dove è solita posarsi. Generalmente vola da marzo fino a giugno.

Tipico esemplare di C. rubi con la sua inconfondibile colorazione verde brillante.

7. Cleopatra (Gonepteryx cleopatra)
Le farfalle del genere Gonepteryx sono di solito le prime a fare la loro comparsa dopo la stagione invernale. Ciò è dovuto al fatto che svernano allo stadio di adulto quindi, con i primi tepori primaverili, iniziano la loro attività. I maschi di questa specie sono completamente gialli, con ampie macchie arancioni sulle ali anteriori; le femmine sono più pallide e meno vistose. Gli individui nascono a maggio e riescono a sopravvivere fino ad aprile dell'anno successivo.

Maschio di G. cleopatra.

6. Antiopa (Nymphalis antiopa)
Le vanesse sono per definizione farfalle molto belle, e mi pareva una esagerazione metterle tutte in questo elenco. La antiopa ha una colorazione talmente unica che la rende una delle specie più inconfondibili per la nostra fauna. Se il lato inferiore delle ali è prevalentemente bruno-scuro con un intricato motivo di linee nere, quello superiore risulta monocolore, eccezion fatta per una deliziosa serie di macchiette azzurre ed una banda marginale gialla su ciascuna ala. Anch'essa sverna allo stadio di adulto e la si può osservare in giugno e luglio.

Esemplare di N. antiopa.

5. Bellargo (Lysandra bellargus)
La differenza tra maschio e femmina in questa specie è così netta che possono sembrare addirittura due specie differenti. In entrambi i sessi il lato inferiore è molto simile, con un colore di fondo marroncino decorato con punti neri ed arancioni. Il lato superiore dei maschi è azzurro brillante, come una goccia di cielo, mentre le femmine sono di color bruno con macchiette submarginali arancioni. Non è difficile da osservare nei prati di campagna durante i mesi estivi.

Maschio di L. bellargus fotografato nelle campagne della Val Trebbia.

4. Macaone (Papilio machaon)
Con poca ombra di dubbio questa potrebbe essere la farfalla più famosa del mondo. Gli entomologi nel corso dei secoli ne hanno descritto una infinità di varietà e sottospecie. Sul suolo nazionale è presente praticamente ovunque, ed è molto caratteristica per le sue grandi dimensioni e per lo schema di colore giallo con trama di bande e linee nere. Sulle ali posteriori si osservano due macchie ocellari rosse e una serie di spolverature azzurre su fondo nero.

Esemplare di P. machaon.

3. Cassandra (Zerynthia cassandra)
Questa farfalla è endemica del nostro paese ed è strettamente legata agli ambienti prativi dove cresce la sua unica pianta nutrice: l'Aristolochia. Questi fattori la rendono una specie molto suscettibile ai cambiamenti ambientali. Il suo volo relativamente pigro unito a colori vistosi è giustificato dal fatto che si tratta di una specie velenosa, con colorazione di avvertimento per i predatori. La si può incontrare da fine marzo a inizio maggio a seconda del decorso stagionale. La specie appartiene alla famiglia dei Papilionidi, come il macaone.

Femmina di Z. cassandra posata su una foglia di Aristolochia.

2. Vanessa occhio di pavone (Inachis io)
Questa specie è ampiamente diffusa in Italia ed ha un colore estremamente caratteristico, unico nel suo genere. Una combinazione di rosso purpureo unito a disegni gialli, neri e azzurri crea uno schema molto vistoso, atto a spaventare eventuali predatori. Le macchie ocellari osservabili su ciascuna ala ricordano infatti degli occhi minacciosi. Il lato inferiore delle ali è totalmente diverso! Appare infatti grigio nerastro, con un intricato motivo a linee nere irregolari.

Esemplare di Inachis io.

1. Ninfa del corbezzolo (Charaxes jasius)
Questo è l'unico rappresentante europeo del genere Charaxes, tipico della regione Afrotropicale. La specie in questione è tipica di ambienti costieri, con radure cespugliose dove cresce il corbezzolo (Arbutus unedo), la principale pianta nutrice dei suoi bruchi. Ha un volo energico e una muscolatura possente, e i maschi tendono ad essere molto territoriali. Il lato inferiore delle ali è un mosaico di disegni chiari e scuri, con prevalenza di color nocciola. Le quattro code, due per ciascuna ala, rappresentano un carattere esclusivo rispetto alle altre farfalle della fauna italiana.

Charaxes jasius fotografato a Portofino.

Insectopia Insect Museum, il giovanissimo polo museale sugli insetti del Costa Rica

Il Costa Rica è conosciuto per la bellezza dei suoi ambienti, ricoperti prevalentemente da foresta tropicale, nonché per la straordinaria ricchezza di biodiversità. Tra le oltre 13.400 specie di Lepidotteri possiamo trovare le famose morfo blu (Morpho peleides) e le Caligo idomeneus, così come la falena più grande del mondo, la Thysania agrippina. Ovviamente il numero totale di specie attualmente conosciuto è una stima per difetto; infatti è logico desumere che molte specie attendano ancora di essere descritte.

Tipico ambiente forestale del Costa Rica. Foto: Federica Giarruzzo

In questo angolo di paradiso naturale tra fitte foreste e farfalle straordinariamente colorate, nasce il museo entomologico Insectopia Insect Museum, fondato dai giovani entomologi Jim Córdoba Alfaro e Juan Daniel Gómez Hernández. I due ragazzi, entrambi grandi esperti di Lepidotteri tropicali, hanno accumulato una considerevole esperienza di studio sul campo, fornendo un valente contribuendo alla conoscenza scientifica sull'argomento.

Raccolta di Coleotteri custoditi nella collezione del Museo. Foto: Federica Giarruzzo

Questa istituzione museale poggia le sue basi su una idea di fondo molto chiara: il Museo promuove infatti la ricerca e la diffusione pubblica della conoscenza sugli insetti del Costa Rica, grazie alla passione e alla esperienza dei fondatori, accompagnati da una solida community di entusiasti appassionati di insetti che partecipano attivamente alla promozione e all'espansione del progetto.

Selezione di Ninfalidi del Costa Rica. Foto: Federica Giarruzzo

Il Museo ospita una buona collezione entomologica, con ottimo materiale dei più noti e vistosi ordini di insetti raccolti in in Costa Rica, ed in particolare nella Penisola di Osa, dove ha sede l'Insectopia Insect Museum. La struttura non è ancora aperta al pubblico poiché la collezione è in fase di espansione.

Lavoro di cartellinatura degli esemplari. Foto: Federica Giarruzzo

Il lavoro di Jim come guida naturalistica nel Parco Nazionale del Corcovado, abbinato alla vendita di cisalidi di Lepidotteri e gioielli a tema farfalle, costituiscono una delle principali fonti di finanziamento del progetto. Inoltre chiunque avesse desiderio di contribuire a questa iniziativa può effettuare una donazione in denaro, oppure di materiale entomologico, come scatole, spilli eccetera.

Juan vicino ad una trappola per insetti allestita in piena foresta. Foto: Federica Giarruzzo

Federica Giarruzzo, biologa che studia e alleva Lepidotteri e Fasmidi tropicali, ha trascorso un periodo lavorativo di oltre tre mesi presso il Museo, partecipando attivamente alle attività di raccolta e studio del materiale. In un certo senso si è creato un bel ponte tra Italia e Costa Rica, a dimostrazione che la scienza e la ricerca non ha confini.

Federica con una Morpho brillante. Foto: Federica Giarruzzo

In chiusura vorrei ringraziare Federica per avermi segnalato questa bella iniziativa, e soprattutto per avermi inviato il materiale fotografico da inserire nel post. L'entomologia fatta sul campo è quella più stimolante e divertente, a diretto contatto con la natura e gli elementi che la compongono. Suggerisco di visitare il sito ufficiale di Insectopia, così come la loro pagina facebook.

Le tavole del Piccolo Atlante di Storia Naturale di U. Valbusa (1907)

Nei primi del Novecento avreste potuto vedere giovani entomologi entusiasti aggirarsi nei prati, alla ricerca di farfalle e di falene, con in tasca un piccolo libriccino di poco più di 40 pagine. Si tratta del Piccolo Atlante Popolare di Storia Naturale sulle farfalle curato dal Prof. Dott. Ubaldo Valbusa, con brevi testi descrittivi accompagnati da 12 tavole a colori. Non conosco i cenni biografici del Valbusa ma, stando a ciò che ha pubblicato nel corso degli anni, pare che fosse un prolifico autore presso varie case editrici torinesi tra il 1900 e il 1930. L'autore, oltre a trattare argomenti che spaziano tra vari gruppi zoologici, si occupa soprattutto di tematiche che riguardano la montagna, con diversi contributi presso il Club Alpino Italiano.

Nel piccolo atlante sulle farfalle troviamo una curiosa suddivisione sistematica, secondo cui i Lepidotteri si dividono a seconda della tipica posizione di riposo. A tenere le ali in posizione verticale rispetto al corpo sono i Ropaloceri, mentre quelli che tengono le ali a tetto sono gli Eteroceri. Ad occupare una intera pagina troviamo una sorta di schema sistematico, dove vengono specificati i periodi di attività dei due gruppi, rispettivamente diurni e notturni per Ropaloceri ed Eteroceri. Questa suddivisione, chiaramente superata, non teneva conto dell'attività diurna di certi eteroceri come la Zygaena filipendulae e l'Amata phegea.

Di seguito potrete apprezzare le tavole presenti in questo storico volumetto, oramai quasi dimenticato. Nel trascrivere le didascalie ho preferito lasciare il testo inalterato, sia nella punteggiatura che nell'uso delle maiuscole e minuscole. Appariranno dunque chiare alcune incoerenze nel modo di scrivere il nome scientifico, piuttosto che quello comune. In rosso ho indicato, qualora necessario, l'interpretazione attuale del nome scientifico completo.


Tavola I.
1, 1a, 1b (nei tre stadi). Macaone (Papilio Machaon L.). Papilionidi - Ropaloceri.
2, 2a (larva e farfalla). Parnassius Apollo. Papilionidi - Ropaloceri.

TAV. I.

Tavola II.
3, 3a. Cavolaia maggiore (Pieris brassicae). Pieridi - Ropaloceri.
4. Aurora di Provenza (Anthocharis Cardamines L.). Pieridi - Ropaloceri. = Aurora
5. Colia della frangola o Cedroncella (Gonepteryx rhamni). Pieridi - Ropaloceri. Maschio in gr. nat.
6. Lycaena Icarus L. Licenidi - Ropaloceri. = Polyommatus icarus (Rottemburg, 1775)
7. Polyommatus Phlaeas. Licenidi - Ropaloceri. Lycaena phlaeas (Linnaeus, 1761)
8. Vanessa Io L. (farfalla e larva). Ninfalidi - Ropaloceri. Inachis io (Linnaeus, 1758)

TAV. II.

Tavola III.
9. Vanessa dell'ortica (Vanessa Urticae). Ninfalidi - Ropaloceri. Aglais urticae (Linnaeus, 1758)
10. Vanessa Levana L. Ninfalidi - Ropaloceri. Araschnia levana (Linnaeus, 1758)
11. Apatura arcobaleno (farfalla, larva e crisalide) (Apatura Iris). Ninfalidi - Ropaloceri.
12. Melanargia Galatea L. Satiridi - Ropaloceri. Melanargia galathea (Linnaeus, 1758). Ninfalidi, Satirine

TAV. III.

TAV. IV.
13. Sfinge uccellino (Macroglossa stellatarum). Sfingini - Eteroceri. Macroglossum stellatarum (Linnaeus, 1758). Sfingidi
14. Macroglossa bombiliformis. Sfingini - Eteroceri. = (questo taxon risulta inesistente, dunque è da considerarsi come sinonimo di un non meglio identificato seside. L'esemplare figurato potrebbe indicare una forma di Sesia apiformis) Sesiidi.
15 e 15a (farfalla e larva). Sfinge dell'Euforbia o del Titimalo (Deilephila Euphorbiae L.). Sfingini - Eteroceri. = Sfingidi
16. Sfinge occhio di pavone (Smerinthus ocellata L.). Sfingini - Eteroceri. = Sfingidi

TAV. IV.

Tavola V.
17. 17a, 17b (farfalla, larva e crisalide). Sfinge testa di morto (Acherontia Atropos). Sfingini - Eteroceri. = Sfingidi

TAV. V.

Tavola VI.
18. Deilephila Elpenor L. detta anche Sfinge della vite. Sfingini - Eteroceri. = Sfingidi
19. Trochilium apiforme. Sfingini - Eteroceri. Sesia apiformis (Clerck, 1759). Sesiidi
20. Filipendolaia (Zygaena Filipendulae L.). Sfingini - Eteroceri. = Zigenidi
21. Filipendolaia falsa (Syntomis Phegea). Sfingini - Eteroceri. = Amata phegea (Linnaeus, 1758). Erebidi
22. Ino statices L. Sfingini - Eteroceri. Adscita statices (Linnaeus, 1758). Zigenidi
23, 23a (farfalla con uova, larve e bozzolo). Baco da seta o Bombice del Gelso (Bombyx Mori). Bombicini - Eteroceri.

TAV. VI.

Tavola VII.
24. 24a, 24b (farfalla, larva e crisalide). Bombice dell'Ailanto (Attacus Ailanthi). Bombicini - Eteroceri. Samia cynthia (Drury, 1773). Saturnidi
25. Bombice testa di bue (Phalera bucephala). Bombicini - Eteroceri. = Notodontidi
26. Bombice del pino (Bombyx pini). Bombicini - Eteroceri. Dendrolimus pini (Linnaeus, 1758). Lasiocampidi

TAV. VII.

Tavola VIII.
27, 27a (farfalla e larva). Bombice fogliasecca (Lasiocampa quercifolia) Bombicini - Eteroceri. Gastropacha quercifolia (Linnaeus, 1758). Lasiocampidi
28, 28a Bombyx neustria. Bombicini - Eteroceri. Malacosoma neustria (Linnaeus, 1758). Lasiocampidi
29. Arctia Caja. Bombicini - Eteroceri. Arctia caja (Linnaeus, 1758). Erebidi

TAV. VIII.

Tavola IX.
30, 30a (maschio e femmina). Orgya antiqua. Bombicini - Eteroceri. Orgyia antiqua (Linnaeus, 1758). Erebidi
31. Deiopeia pulchella. Bombicini - Eteroceri. Utetheisa pulchella (Linnaeus, 1758). Erebidi
32. Euchelia Iacobaeae. Bombicini - Eteroceri. Tyria jacobaeae (Linnaeus, 1758). Erebidi
33, 33a (farfalla e larva). Pavonia piccola (Saturnia pavonia). Bombicini - Eteroceri. = Saturnidi
34, 34a (farfalla e larva). Pavonia maggiore (Saturnia pyri). Bombicini - Eteroceri. = Saturnidi

TAV. IX.

Tavola X.
35. Nottuina del pino (Panolis piniperda). Nottuini - Eteroceri. Panolis flammea ([Denis & Schiffermüller], 1775). Nottuidi
36. Mamestra persicariae. Nottuini - Eteroceri. Melanchra persicariae (Linnaeus, 1761). Nottuidi
37. Scoliopteryx libatrix L. Nottuini - Eteroceri. = Erebidi
38, 38a (farfalla e larva). Calocampa exoleta. Nottuini - Eteroceri. Xylena exsoleta (Linnaeus, 1758). Nottuidi
39. Dichonia aprilina. Nottuini - Eteroceri. Griposia aprilina (Linnaeus, 1758). Nottuidi
40. Catocala rossa (Catocala nupta L.). Nottuini - Eteroceri. = Erebidi

TAV. X.

Tavola XI.
41, 41a (farfalla e larva). Agrotis pronuba L. Nottuini - Eteroceri. Noctua pronuba (Linnaeus, 1758). Nottuidi
42, 42a (farfalla e larva). Geometra dell'uva spina (Abracas grossulariata). Geometrini - Eteroceri. Abraxas grossulariata (Linnaeus, 1758). Geometridi
43, 43a (farfalla e larva). Geometra della Betula (Amphydaris betularia). Geometrini - Eteroceri. Biston betularia (Linnaeus, 1758). Geometridi
44. Geometra del Millefoglio (Biston zonarius). Geometrini - Eteroceri. Lycia zonaria ([Denis & Schiffermüller], 1775). Geometridi
45. Geometra del Pino (Bupalus Piniarius). Geometrini - Eteroceri. Bupalus piniaria (Linnaeus, 1758). Geometridi

TAV. XI.

Tavola XII.
46. Urapteryx sambucaria. Geometrini - Eteroceri. Ourapteryx sambucaria (Linnaeus, 1758). Geometridi
47. Venilia macularia. Geometrini - Eteroceri. Pseudopanthera macularia (Linnaeus, 1758). Geometridi
48, 48a (farfalla ingrandita circa due volte, e larva appesa per il filo sericeo ai fiori di vite) Cochylis ambiguella. Microlepidotteri - Eteroceri. Eupoecilia ambiguella (Hübner, 1796). Tortricidi
49, 49a, 49b (farfalla ad ali aperte e chiuse in riposo, e larve su di un ramo avvolto di seta). Farfallina del Melo (Yponomeuta malinella). Microlepidotteri - Eteroceri. Yponomeuta malinellus (Zeller, 1838). Iponomeutidi
50, 50a (farfalla e larva). Tignuola delle pellicce (Tinea trapetzella). Microlepidotteri - Eteroceri. Trichophaga tapetzella (Linnaeus, 1758). Tineidi

TAV. XII.

L'utilità delle coordinate geografiche nei dati di raccolta

Trascrivere in modo chiaro e coinciso la località in cui si è raccolto un certo esemplare è certamente una pratica sana, sia per il giovane entomologo, che per lo studioso esperto. Il dato della località è estremamente importante e di norma viene riportato nel seguente modo:

L I G U R I A
Alta Val Trebbia
dint. Rovegno (GE)

In questo caso possiamo sapere con certezza che, ad esempio, una femmina di Argynnis paphia è stata raccolta nei dintorni di Rovegno, in provincia di Genova. Il nome della regione è scritto in maiuscolo, con le lettere ben spaziate, al fine di mettere in evidenza quello che possiamo intendere come un dato regionale. Se è pur vero che il dato della località in generale è pienamente accettabile, appare chiaro che tale dicitura pecca di accuratezza.

Segnaposto ottenuto con coordinate geografiche in Google Earth.

Quella A. paphia potreste averla presa in qualsiasi luogo, nei dintorni di Rovegno. In tal caso nessuno, dopo di voi, potrà sapere in che zona è stata raccolta quella specie. Dobbiamo tuttavia ricordarci che stiamo parlando di insetti volanti (salvo eccezioni), che percorrono distanze piuttosto considerevoli nel corso della loro vita adulta. Collocare un certo esemplare di farfalla in un punto preciso, con lo scarto di un metro o poco più, appare quindi del tutto facoltativo, se non addirittura inutile.

Personalmente io sono a favore dell'uso delle coordinate, a patto che siano indicate sempre con un certo criterio. Anche se si tratta di una specie molto comune, come la cavolaia (Pieris brassicae), è comunque interessante sapere quando e in che punto è stata presa. Questo discorso è ancor più valido se parliamo di certe femmine attere di Geometridi, come l'Erannis defoliaria, che essendo prive di ali restano sempre molto vicine al punto di sfarfallamento.

Dato che non vogliamo dar nulla per scontato, iniziamo dalla regola cardine dell'uso delle coordinate nei cartellini di località. Le coordinate non devono MAI essere sostitutive del testo, ma devono essere sempre accompagnate ad esso. Ecco due esempi di uno stesso dato riportato in due modo diversi:

PIEMONTE       Langhe
Pezzolo V. Uzzone (CN)
44.540598, 8.195572
8.VI.1991  leg. M. Rossi

P  I  E  M  O  N  T  E
44.540598, 8.195572
8.VI.1991  leg. M. Rossi

Come potete vedere il cartellino completo ci indica chiaramente la località in cui è stato raccolto l'esemplare, con l'indicazione precisa del punto di raccolta. Se avremo necessità di capire dove è stato raccolto l'esemplare, la località sarà di immediata comprensione; poi, se avremo voglia di sapere anche il punto preciso di raccolta, non basterà far altro che tradurre le coordinate.

Il secondo cartellino è più criptico, pur riportando il medesimo dato. Ovviamente quest'ultimo non può essere preso in considerazione, poiché siamo in presenza di una palese violazione di quel principio di chiarezza e leggibilità che ogni cartellino dovrebbe sempre avere.

Le coordinate geografiche arricchiscono indubbiamente il dato scientifico, aiutandoci a fissare la presenza di una specie in un luogo ed una data precisa nel corso della storia naturale.

Forme di Lepidotteri esclusivamente italiane: Tavole (1905)

Le tavole a colori rappresentano senz'altro l'elemento estetico ed artistico più apprezzato nelle pubblicazioni sui Lepidotteri. Tra le più famose vi sono quelle del Verity, stampate in grande formato, e figuranti una impressionante quantità di esemplari utili per lo studio della materia lepidotterologica. Decisamente meno conosciute sono le tavole del Perlini, stampate in tricromia e in numero di 6, con esemplari figurati secondo una logica prettamente estetica, più che sistematica. Queste vere e proprie perle della cultura entomologica italiana, dopo una attenta scansione, sono rese pubbliche per la prima volta in questo blog.

Senza avere la minima pretesa di alterare i testi del Perlini, scelgo di riportare le didascalie nell'esatto modo in cui sono scritte all'interno del libro, datato 1905. L'opera dell'autore è dedicata all'Ing. Antonio Curò, che fu un importante ed attivissimo lepidotterologo italiano. Molti degli esemplari figurati provengono dalla collezione dello stesso Curò, mentre alcuni sono attribuiti a Verity.


Tavola I.
____

Fig. 1. Papilio Hospiton, Génè. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 2. Parnassius Apollo var. Siciliae, Obt. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 3. Euchloë Tagis var. Insularis Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 4. Argynnis Euphrosyne var. Apennina, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 5. Erebia Flavofasciata, Heyne-Rühl ♀ (rovescio) - Raccolta Curò
Fig. 6. Satyrus Neomiris, God. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 7. Epinephele Nurag, Ghil. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 8. Hadena Zeta var. Curoi, Calb. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 9. Acidalia Extarsaria, H. S. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 10. Acidalia Congruata, Z. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 11. Larentia Disjunctaria, Delaharpe ♂ - Raccolta Curò
Fig. 12. Spilosoma ibrida (Rustica ♂ Mendica ♀) ♂ - Raccolta Curò
Fig. 13. Zygaena Corsica, B. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 14. Zygaena Meliloti ab. Decora, Ld. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 15. Zygaena Meliloti var. Sicula, Calb. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 16. Zygaena Lonicerae var. Major, Frey. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 17. Oreopsyche Silphella, Mill. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 18. « involucro della larva » - Raccolta Curò
Fig. 19. Apterona Helicinella, H. S. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 20. « involucro della larva » - Raccolta Curò

Tav. I.

TAVOLA II.
____

Fig. 1, 2. Pararge Megera var. Tigelius, Bon. ♂, ♀ - Raccolta Curò
Fig. 3. Coenonympha Corinna, Hb. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 4. Hespheria Sao var. Teraphne, Rbr. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 5. Deilephila Dahlii, HG. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 6. Deilephila Euphorbiae var. Grentzenbergi, Staud. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 7. Deilephila Euphorbiae var. Esulae, B. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 8. Orgyia Trigotephras var. Verity, ♂ - Raccolta Verity
Fig. 9. Malacosoma Castrensis ab. Hilleri, Stndf. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 10. Zygaena Rubicundus, Hb. ♂ - Raccolta Verity
Fig. 11. Zygaena Transalpina var. Sorrentina, Staud. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 12. Zygaena Transalpina var. Boisduvalii, Costa ♂ - Raccolta Curò
Fig. 13. Zygaena Oxytropis, B. ♀ - Raccolta Curò

Tav. II.

TAVOLA III.
____

Fig. 1. Argynnis Elisa, God. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 2. Melanargia Pherusa, B. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 3. Erebia Nerine var. Morula, Spr. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 4. Satyrus Neomiris, God. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 5. Lycaena Argus var. Valmasinii, Perlini ♂ - Raccolta Curò
Fig. 6. Lycaena Argus var. Corsica, Bell. ♂ (rovescio) - Raccolta Curò
Fig. 7. Saturnia Pavonia var. Meridionalis, Calb. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 8. Agrotis Trux var. Terranea, Frr. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 9. Polyphaenis Xanthochloris, B. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 10. Stilbia Faillae, Püng. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 11. Phasiane Binaevata, Mab. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 12. Zygaena Scabiosae var. Hoffmanni, Zkt. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 13. Zygaena Punctum var. Contamineoides, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 14, 15. Zygaena Transalpina var. (e ab.) Calabrica, Calb. ♂, ♀ - Raccolta Curò

Tav. III.

TAVOLA IV.
____

Fig. 1. Pieris Rapae var. Rossi, Stef. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 2. Colias Edusa ab. Faillae, (id.) ♂ - Raccolta Curò
Fig. 3. Vanessa Urticae var. Ichnusa, Bon. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 4. Melanargia Arge, Sulz. ♀ - Raccolta Verity
Fig. 5. Chrysophanus Hippothoë var. Italica, Calb. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 6. Chrysophanus Dorilis var. Fulvior, Stef. ♂ - Raccolta Verity
Fig. 7. Thyris Diaphana, Staud. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 8. Agrotis Endogaea, B. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 9. Mamestra Calberlaî, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 10. Bryophila Muralis ab. Ghilliani ♀ - Raccolta Curò
Fig. 11. Thalpochares Elychrysi, Rbr. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 12. Plusia Beckeri var. Italica, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 13. Zygaena Scabiosae var. Orion, H. S. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 14. Zygaena Scabiosae var. Romeo, Dup. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 15. Zygaena Scabiosae var. Neapolitana, Calb. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 16. Zygaena Punctum var. Italica, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 17. Zygaena Meliloti var. Charon, Hb. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 18. Zygaena Meliloti var. Teriolensis, Spr. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 19. Zygaena Fausta var. Nicaeae, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 19. Zygaena Carniolica ab. Apenina, Tur. ♀ - Raccolta Curò

Tav. IV.

TAVOLA V.
____

Fig. 1. Cucullia Scrophulariphaga, Rbr. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 2. Pseudoterpna Corsicaria, Rbr. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 3. Ortholitha Obvallaria, Mab. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 4. Larentia Casearia, Const. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 5. Larentia Timozzaria, Const. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 6. Larentia Bistrigata, Tr. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 7. Biston Graecarius var. Istrianus, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 8. Dasydia Tenebraria var. Wockearia, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 9. Fidonia Limbaria var. Rablensis, Z. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 10. Thamnonoma Sparsaria, Hb. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 11. Eubolia Assimilaria, Rbr. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 12. Ocnogyna Corsicum, Rbr. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 13, 14. Ocnogyna Corsicum var. Sardoa, Staud. ♂, ♀- Raccolta Curò
Fig. 15. Callimorpha Dominula var. Persona, Hb. ♀- Raccolta Verity
Fig. 16. Hyalina Wockei, Stndf. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 17. Oreopsyche Kahri, Ld. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 18. Psyche Turatii, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 19. Psyche Turatii. Involucro e crisalide - Raccolta Curò
Fig. 20. Phalacropterix Apiformis, Rossi ♂ - Raccolta Curò
Fig. 21. Phalacropterix Apiformis. Involucro e crisalide della ♀ - Raccolta Curò
Fig. 22. Phalacropterix Apiformis ab. Siculella, Rossi ♂ - Raccolta Curò

Tav. V.

TAVOLA VI.
____

Fig. 1. Argynnis Elisa, God. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 2. Melanargia Pherusa ab. Plesaura, Bell. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 3. Melanargia Japygia, Cyr. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 4. Satyrus Semele var. Aristaeus, Bon. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 5. Orgyia Trigotephras var. Sicula, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 6. Lasiocampa Quercus var. Sicula, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 7. Saturnia Pavonia var. Meridionalis, Calb. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 8. Drepana Binaria var. Umbratula, Staud. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 9. Glottula Encausta, Hb. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 10. Polia Canescens var. Asphodeli, Rbr. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 11. Polia Canescens var. Asphodeli, Rbr. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 12. Caradrina Selinoides, Bell. ♂ - Raccolta Curò
Fig. 13. Polyphaenis Sericata var. Viridata, Rag. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 14. Syntomis Phegea ab. Krugeri, Rag. ♀ - Raccolta Curò
Fig. 15. Zygaena Transalpina, Esp. ♀ - Raccolta Curò

Tav. VI.