Butterflywatching in Alta Val Trebbia, 25 e 26 luglio

L'Alta Val trebbia è una località a cui sono molto legato; è uno dei luoghi dove ho iniziato ad affinare la mia passione per il mondo dei Lepidotteri, avendo modo di scorrazzare in giro per prati e sentieri di campagna. La grande ricchezza di biodiversità unita ad habitat incontaminati favorisce la presenza di numerose specie di farfalle e di falene, presenti sempre in gran numero durante la bella stagione.

25 luglio, Alta Val Trebbia
Il primo Lepidottero che riesco a fotografare è davvero minuscolo! Un tipo di falena normalmente definita come microlepidottero, proprio per le sue ridottissime dimensioni. La specie mi è ignota.

Microlepidottero.

Nel paese di Rovegno mi soffermo in un praticello vicino alla strada dove svolazza un maschio solitario di Polyommatus icarus. Non mi lascio sfuggire l'opportunità di osservarlo e fotografarlo, anche se non da vicino.

Rientrato a Casanova, dopo una adeguata pausa pranzo, mi incammino verso la zona dei primi prati, situati dopo le ultime case in direzione Ovest. Giunto sul posto noto che, tra i numerosi fiori di ambretta, sono in attività diverse falene del genere Zyganea. Potendo osservarle da molto vicino, ne posso apprezzare i dettagli, grazie ai quali è fortunatamente possibile determinarle con certezza. La prima è Z. carniolica, dalle caratteristiche macchie rosse anellate di bianco.

Zygaena carniolica

Zygaena carniolica senza le classiche anellature bianche.

Un altra zigena attira la mia attenzione. L'individuo è più grande e, questa volta, le sue macchie sono decisamente meno ampie, senza l'anellatura bianca della specie vista prima. Osservandola bene ipotizzerei che si tratta di Zygaena filipendulae.

Zygaena filipendulae?

Concluso il mio giro sul prato delle zigene proseguo sul sentiero che si addentra nei castagneti. Sul lato del muretto a secco si posa una Hipparchia fagi che si lascia avvicinare parecchio.

Hipparchia fagi posata sul muretto a secco.
Sulla via del ritorno mi soffermo su un gruppo di piante di canapa acquatica dove sono posati alcuni esemplari di Amata phegea, falene diurne molto comuni.

Amata phegea su canapa acquatica.

Ritorno nel prato delle zigene, a Casanova, laddove ha avuto inizio la mia escursione. Anche qui trovo una A. phegea, avida di nettare.

Amata phegea, maschio.

Sono già passate le 19:00. Dietro una sottile velatura il Sole è ormai prossimo a scomparire del tutto dall'orizzonte. È forse questo uno dei momenti ideali per fotografare le farfalle, quando diventano più docili, nel momento in cui si preparano a passare la notte. Noto una coppia di Z. carniolica in fase di accoppiamento. Non molto distante, c'è un bel Polyommatus icarus nella tipica posizione di riposo.

Accoppiamento di Zygaena carniolica.

Polyommatus icarus, maschio.

In mezzo all'erba alta mi capita una occasione più unica che rara: due farfalle appartenenti ad altrettante famiglie sono posate nello stesso punto. Mi avvicino con la dovuta cautela per scattare una foto. In primo piano vi è un esemplare di Thymelicus lineola, mentre in secondo piano c'è una femmina di Melanargia galathea. Pochi istanti dopo, la galatea vola via, lasciando il Thymelicus da solo.

L'esperide Thymelicus lineola e il ninfalide Melanargia galathea, posati sul medesimo stelo.

Thymelicus lineola

26 luglio, Casanova e Rovegno
A seguito degli interessanti avvistamenti effettuati nella giornata di ieri, tra cui quello di T. lineola e M. galathea, decido di effettuare una escursione lungo il tratto stradale che va da Casanova e Rovegno. Questa volta percorro il tratto di strada asfaltata, costeggiando le bordure ricche di vegetazione erbosa. Dopo il Bosco Racroce individuo un piccolo Licenide. Si tratta del Cupido alcetas, con caratteristiche codine sulle ali posteriori.

Cupido alcetas

Qualche metro più avanti faccio un'incontro tutt'altro che inaspettato. Ritrovo infatti l'A. phegea.

Amata phegea

All'altezza della pineta, in mezzo alla strada, trovo una Hipparchia genava schiacciata. Non è una scena così rara, dato che diversi esemplari di questa specie si posano sull'asfalto, esponendosi di conseguenza al rischio di essere investiti. Essendo scuro e liscio, il manto stradale assorbe molto bene il calore del sole, e ciò è cosa gradita a certe farfalle. Seppur rovinato, decido di raccogliere l'esemplare per poterlo conservare nella collezione.

La triste fine di una H. genava, con formica opportunista.

Stesso esemplare, appena raccolto.

Giunto in prossimità nella zona della Colonia di Rovegno, avvisto un bel maschio di Ochlodes sylvanus da distante.

Ochlodes sylvanus

Imboccato il sentiero in direzione Rovegno, in un punto ricco di noccioli, vedo una piccola farfalla che svolazza all'altezza delle chiome più basse. Per mia fortuna, la furbetta si posa in un punto ben visibile dalla mia posizione. Si tratta di una Coenonympha arcania, piccola farfalla ornata da una fascia bianca distintiva sull'ala posteriore.

Coenonympha arcania

Affidandomi alla nuova mappa dell'Alta Val Trebbia acquistata il giorno prima a Rovegno, proseguo lungo il sentiero. Giunto in una pineta, mentre cammino, due falene si levano in volo velocissime, posandosi poco più avanti. Entrambe hanno colori estremamente criptici, ideali per quel tipo di ambiente. Sono due falene del genere Amphipyra (forse A. pyramidea).

Amphipyra sul terreno.

Amphipyra su corteccia.

Sulla via del ritorno, non lontano dalla Colonia, trovo un esperide intento a nutrirsi su un fiore di cardo. Questa volta è una femmina di O. sylvanus.

Ochlodes sylvanus

Più avanti, sull'asfalto riscaldato dal sole, vedo una Hipparchia (forse H. genava) posata in mezzo alla strada. Ne approfitto per fare qualche ripresa da aggiungere al mio database.

Hipparchia sp. ripresa con Canon Legria HFR506.

Nel punto da me come soprannominato come i "Fiori della Domenica", ricco di piante di cardo selvatico, vedo una farfalla davvero fantastica. Quella che dall'alto poteva sembrare una normalissima M. galathea, appartiene in realtà ad una forma particolare detta leucomelas. Ho già osservato questa particolare forma sul Mt. Fasce non molti giorni fa.

Melanargia galathea f. leucomelas, lato inferiore.

Melanargia galathea f. leucomelas, lato superiore.

Sulle stesse piante vi sono altri Lepidotteri, oltre alla forma leucomelas della galatea. Tra questi ci sono le immancabili A. phegea, di cui se ne contano più d'una decina di individui. Tra queste spicca una falena simile per aspetto, ma appartenente ad una famiglia totalmente diversa: la Zygaena transalpina. Questa particolare specie si riconosce, più che per la colorazione alare, per le estremità delle antenne chiare.

Zygaena transalpina

A poca distanza, una femmina di Argynnis paphia e una Polygonia c-album si uniscono al banchetto di nettare dei cardi.

Argynnis paphia, femmina.

Polygonia c-album

Prima di rientrare alla base, ci sono ancora dei punti interessanti da vedere. Intanto, su un lato della strada, una coppia di A. phegea è in accoppiamento. A pochi metri di distanza, una femmina della stessa specie cammina sull'asfalto. La raccolgo per poi liberarla tra l'erba; non prima di aver scattato una bella foto.

Amata phegea in accoppiamento.

Amichevole femmina di Amata phegea sul mio dito.

Sono oramai giunto nell'ultimo tratto di strada asfaltata, prima del Bosco Racroce. In un tratto esposto al sole individuo una femmina di Lasiommata maera. Poco più avanti, una vistosa farfalla gialla mi passa a fianco, per poi posarsi su un bel fiore giallo; si tratta di un maschio di Gonepteryx rhamni. L'ultimo avvistamento degno di nota è un poderoso Macroglossum stellatarum, intento a nutrirsi sui fiori di saponaria.

Macroglossum stellatarum

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