Urania sloanus, veramente estinta?

Una recente discussione fra collezionisti di farfalle ha scatenato in me la grande curiosità nei confronti di una specie poco nota a livello popolare, ma assai famosa tra i collezionisti. Si tratta dell'urania di Sloane, Urania sloanus, una falena appartenente alla famiglia degli Uranidi. È una specie endemica della Giamaica ed è considerata ufficialmente come estinta.

L'adulto di U. sloanus frequenta aree di foresta tropicale dal livello del mare fino a 700 m. Come altre specie del suo genere, come U. leilus e U. boisduvalii, ha abitudini principalmente diurne e crepuscolari. La si può osservare sulle cime degli alberi di mango mentre si nutre del nettare dei suoi fiori.

Esemplare femmina proveniente dalla Giamaica. Tale esemplare dovrebbe essere quello della collezione di G. Penati.

Famiglia: Uraniidae
Genere: Urania
Specie: Urania sloanus (Cramer, 1779)

Apertura alare: 64-76 mm

Questa splendida falena viene osservata per la prima volta, almeno da un punto di vista scientifico, dal naturalista britannico Sir Hans Sloane (1660-1753), durante il suo viaggio in Giamaica effettuato tra il 1687 e il 1689. Durante il suo periodo di permanenza nell'isola produce una delle più importanti collezioni di storia naturale del mondo. Diversi anni dopo, nel 1725, viene pubblicata l'opera A Voyage to the Islands Madera, Barbadoes, Nieves, St. Cristophers, and Jamaica in due volumi, dove Sloane parla per la prima volta di questa falena. La specie viene descritta soltanto 54 anni dopo da Cramer, col nome Papilio sloanus. La descrizione viene basata su materiali provenienti dalla Giamaica, collezionati dallo stesso Sloane, a cui è dedicato il nome della specie. Nel 1816, Jacob Hübner colloca definitivamente la sloanus nell'attuale genere Urania. Nel volume Entomology: Foreign Butterflies, Volume 5 di James Duncan, datato 1837, si parla già di una specie rara e localizzata. Nel 1881 il naturalista inglese Philip Henry Gosse (1810-1888) osserva una cinquantina di esemplari intenti a nutrirsi sui fiori di mango. Fra il 1894 e il 1895 vengono fatti risalire gli ultimi ritrovamenti di U. sloanus (Lewis, 1944; Perkins, 1944; Lees and Smith, 1991).

Il Novecento
I dati di raccolta scritti nei cartellini dei due esemplari di U. sloanus, rispettivamente un maschio raccolto da collezionisti locali nel 1908, attualmente conservato nella collezione di Roberto Vinciguerra a Palermo, e una femmina raccolta da medesimi sempre nello stesso anno (collezione Gianluigi Penati a Milano), indicherebbero che la specie era ancora presente in quegli anni. Tuttavia non è chiaro se la data sui cartellini corrisponda effettivamente all'anno di raccolta o all'ingresso nella collezione dell'epoca. Questo fatto non può quindi costituire una prova del tutto attendibile. Negli anni '30 l'entomologo russo Andrey Avinoff (1884-1949) documenta la presenza di U. sloanus in Giamaica, ma questo viene considerato come un dato erroneo. Si ritiene infatti che lui abbia acquistato gli esemplari da vecchie collezioni di fine '800. Sul sito InsectNet.com l'utente robert61 riferisce di un esemplare raccolto da un suo amico intorno al 1970. Costui avrebbe visitato quelle aree per parecchie volte, senza trovare nessun esemplare. Lo stesso utente riferisce anche di due esemplari raccolti intorno al 1975 da un collezionista olandese. Un'altro collezionista, un certo Ottfried Legler, la cui collezione è custodita in un museo tedesco, avrebbe acquistato da lui i due esemplari diversi anni dopo ad una fiera di Francoforte. All'atto della vendita l'olandese riferisce di non essere in possesso della indicazione del punto di raccolta, ma conferma di aver raccolto gli esemplari lui stesso. Il ricercatore lepidotterologo Payam Zehzad sostiene che questa specie vola ancora in Giamaica. Inoltre, cinque anni fa, un suo amico tedesco collezionista e venditore di Lepidotteri gli ha detto che gli avrebbe inviato una coppia di U. sloanus ai fini di uno scambio d'esemplari. La transazione non è andata a finire bene poiché, per gravi motivi di salute, il tedesco si è ritirato definitivamente dal mondo del collezionismo, quindi due esemplari non sono mai stati scambiati. Il signor M. D. P. Gamiz riferisce di aver ricevuto 8-10 esemplari raccolti da collezionisti locali giamaicani tra il 1999 e il 2000, da qualche parte nelle foreste delle Blue Mountains. In seguito tutti gli esemplari sono stati tutti venduti a collezionisti giapponesi. Nel 2009, secondo Vinciguerra, lo status di specie estinta appare quantomeno discutibile a afferma che sono necessarie accurate ricerche laddove sussistono i biotipi ideali. Nel settembre 2013 viene pubblicato il documento Developing the Jamaica Clearing-House Mechanism dove l'U. sloanus viene indicata come specie estinta. In una discussione sul forum InsectNet.com risalente all'aprile 2013, Manfred, uno dei membri noto con l'alias 'hewi', mostra l'immagine di una coppia di U. sloanus. Entrambi gli esemplari sono provvisti di cartellino; femmina e maschio sarebbero stati raccolti rispettivamente nell'ottobre 1919 e agosto 1977.

Cause di una presunta estinzione
Restano molti dubbi sulla effettiva estinzione di questa specie. Le cause del forte declino nel numero delle popolazioni vanno ricercate soprattutto negli interventi ad opera dell'uomo. Durante l'era coloniale, infatti, in Giamaica si è assistito ad una considerevole distruzione degli habitat naturali per convertirli in terreni agricoli. Questo ha causato una forte carenza di habitat in cui la specie è sempre vissuta.

Ben più gravi sono stati i fatti del secolo scorso in cui collezionisti locali e non, hanno ucciso potenziali partner (già molto scarsi) in grado di riprodursi, quindi di garantire la continuità della specie. Ho sentito parlare di persone (poche sembrerebbe) che hanno catturato esemplari di questa falena e se li sono tenuti per se, perché sapevano già che era rarissima, come il Papilio homerus (quest'ultima è considerata una specie protetta). Anche se può sembrare banale e scontato, va detto che non è una buona cosa catturare esemplari di una specie a rischio di estinzione. Chiunque collezioni Lepidotteri dovrebbe avere un minimo di rispetto e buonsenso nei confronti dell'ambiente e delle creature che ci circondano, sia che si tratti di uno scienziato che di un semplice appassionato. Purtroppo, molte volte si tratta di persone che catturano gli esemplari per venderli a "grossisti", che poi gli rivenderanno ad altre persone. La giustificazione si può trovare per gli esemplari raccolti da Hans Sloane, come abbiamo visto, verso la fine del 1600. Ma c'è poco da giustificare per quelli raccolti dall'inizio del secolo scorso in poi. Tutti coloro che hanno contribuito direttamente o indirettamente alla cattura e vendita di esemplari di U. sloanus dopo il 1900 si sono assunti la responsabilità di averne aiutata la rarefazione, e forse ancor peggio l'estinzione.

Credo che non si possa ancora mettere la parola fine alla storia naturale di questa splendida falena. Mi è stata data conferma che gli esemplari raccolti fra il 1999 e il 2000 provenivano dalle foreste delle Blue Mountains, dove la specie viene segnalata come scarsa. Sarebbe opportuno che questa specie venga classificata come protetta dalla CITES, per scoraggiare l'eventuale cattura dei pochi esemplari rimasti. Si raccomanda un monitoraggio periodico da parte delle autorità locali e degli enti competenti, per verificare lo stato di questa specie.

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