Il cartellino nel mondo del collezionismo

Il cartellino, talvolta chiamato erroneamente targhetta, rappresenta l'elemento fondamentale di una collezione che possa definirsi veramente seria. Alcuni autori dichiarano addirittura che un esemplare rarissimo, ma privo di cartellino, è privo di un qualsiasi valore.

Un cartellino molto preciso.

Un comprensibile rigore scientifico vuole che qualsiasi oggetto di collezione sia catalogato con il luogo esatto di provenienza e con le relative notizie essenziali. Quindi, una farfalla molto rara e in ottimo stato, ma non accompagnata da notizie, ha un interesse e un valore molto inferiori, se non pari a 0, rispetto a quello che potrebbe avere se fosse corredata di cartellino.

Assortimento di esemplari esotici in vendita, tutti sprovvisti di cartellino.

Quando si deve studiare un esemplare risulta necessario sapere dove è stato raccolto, quando è stato raccolto, e chi l'ha raccolto. Quindi, di base, i dati fondamentali che deve contenere un cartellino sono 3:
  • località (dove): viene indicata trascrivendo i nomi di enti territoriali, centri abitati, luoghi, elementi naturali riconoscibili, di solito in ordine decrescente (stato, regione, provincia, comune...).
  • data (quando): qualsiasi esemplare raccolto deve essere riconducibile ad un determinato periodo temporale, grazie all'indicazione del giorno, del mese e dell'anno. A volte il dato relativo al giorno è considerato come facoltativo da alcuni autori; fondamentali restano comunque il mese e l'anno.
  • legit (chi): parola latina, abbreviata spesso come leg., usata per indicare colui che ha raccolto di mano propria l'esemplare. Ciò significa che, ad esempio, il signor Alessandro Rossi ha raccolto sul campo quell'esemplare; se lo avesse ricevuto da un'altra persona, avrebbe dovuto scrivere “coll.nò”, cioè collezionò, con il nome di colui che raccolse tale esemplare.

Il cartellino può contenere dati aggiuntivi che costituiscono un ulteriore arricchimento di informazioni. Essi sono:
  • altitudine: sempre espressa in metri, rientra nella categoria dei dati facoltativi, anche se la sua presenza non è da sottovalutare. Nell'ambito dello studio delle farfalle l'altitudine costituisce un dato importante, in quanto ciascuna specie vola entro una certa fascia altitudinale più o meno definita. L'altitudine è indicata con un numero seguito da m, simbolo relativo all'unità dei metri.
  • coordinate geografiche: dato aggiuntivo alla località, inserito nel caso si voglia identificare il punto di cattura in maniera precisa e univoca. Le coordinate sono molto utili nel caso si voglia indicare un punto preciso in un'area molto vasta, priva di elementi di riferimento utili alla definizione del loco preciso.
  • ex ovo: significa che l'esemplare è stato allevato a partire dallo stadio di uovo.
  • ex larva: significa che l'esemplare è stato allevato a partire dallo stadio di larva (bruco)
  • ex pupa: significa che l'esemplare è stato allevato a partire dallo stadio di pupa (crisalide).
  • collezione: tale parola, abbreviata quasi sempre come coll., si riferisce a quale collezione appartiene l'esemplare.


Nel dato del dove è sempre meglio essere il più precisi possibile. Posso fare un esempio: nel paese di Casanova (GE) c'è una fonte d'acqua sulfurea che sgorga a ridosso di un prato. Ad un esemplare raccolto in quella zona potrò mettere il dato “prato presso fonte sulfurea”, preceduto da "Italia, Liguria, Casanova (GE)". Questo può valere per tantissimi altri casi, purché siano costituiti da elementi naturali o antropici riconoscibili.

Talvolta nei cartellini dei dati di raccolta viene anche indicata l'unità tassonomica; questa può essere la famiglia, il genere o la specie. Tuttavia questo è sconsigliabile, visto che un esemplare di una certa specie può sempre essere ricollocato sotto una nuova unità tassonomica, in seguito a revisioni scientifiche.



Tra i vari collezionisti si possono riscontrare una gran varietà di formati e stili: si passa dal semplice rettangolino di carta con scritte minuscole a mano, al rettangolo con elegante bordatura nera, coi dati stampati. C'è però una costante; di norma il cartellino ideale non deve essere né troppo grande, né troppo piccolo. Inoltre, in teoria, non dovrebbe mai superare l'apertura alare dell'esemplare a cui è spillato; esclusi ovviamente i casi di esemplari dalle dimensioni molto ridotte.






Come abbiamo visto, grazie ai cartellini, ciascun esemplare può essere collocato in un determinato luogo e periodo di tempo. Questo ha un'importanza fondamentale in ambito scientifico.

Anche se può sembrare scontato, è bene che tutti i dati siano scritti sul lato rivolto verso l'esemplare; non viceversa, come fanno alcuni autori. Personalmente mi è capitato di vedere casi in cui vengono scritti, ad esempio, la provenienza e il legit sul lato superiore, e la data di raccolta su quello inferiore.

Se voglio leggere un dato di raccolta di un esemplare, perché dovrei aprire la scatola entomologica, prendere l'esemplare, girarlo per leggere il dato, e poi rimetterlo a posto? Tenendo ben presente che, ogni volta che si apre una scatola entomologica si espongono gli esemplari all'aria aperta, un elemento di rischio per la conservazione. Risulta più logico scrivere i dati solo su un lato del cartellino, per poterlo consultare semplicemente inclinando la scatola, senza doverla aprire.

L'acquisto di esemplari raccolti da terzi
Nel mondo della compravendita di farfalle da collezione capita troppo spesso di imbattersi in esemplari privi di cartellino e, di conseguenza, privi anche di valore scientifico. Ad esempio: una Morpho didius femmina venduta ad un prezzo di 50 euro, senza cartellino, è una palese esagerazione. In realtà, quell'esemplare tanto bello e ben preparato, ne varrebbe almeno la metà, oppure anche 0. Non sarebbe un male che tra i venditori, anche amatoriali e non esperti, si diffondesse la cultura di mettere i cartellini ai propri esemplari, anche fosse solo un foglietto di carta con luogo e data di raccolta.

Assortimento di esemplari esposti ad Entomodena 2013, tutti con relativo cartellino.

In conclusione, la scelta di comprare un esemplare con cartellino o meno è a discrezione del collezionista. Come è a discrezione di colui che raccoglie utilizzarli o meno. Nel caso vi sia possibilità di scelta consiglio sempre di acquistare esemplari con relativi dati di raccolta: ciò fornisce un'indiscutibile valenza scientifica alla propria collezione.


Ringraziamenti:
Ringrazio vivamente Enrico Gallo e Luigi Cassulo per aver letto e revisionato i contenuti di questo post.

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