Alluvione a Genova, la storia si ripete

A cavallo della mezzanotte di oggi la Liguria è tornata a far parlare di se, con l'ennesima alluvione, molto simile a quella del 2011. A distanza di 3 anni pare che nulla sia cambiato, e lo scenario desolante dei detriti sparsi un po ovunque non ha bisogno di commenti.

Qui a destra: il torrente nella strada di Via Chighizola, Sturla.

Sono nato a Genova, e tutt'ora vivo in questa meravigliosa città, fatta di mille sfacettature. Vederla ferita in questo modo per l'ennesima volta mi addolora, ma trovo anche occasione di riflettere su alcune questioni. La pioggia è un'evento naturale; a volte può avere una periodicità normale e a volte possono verificarsi condizioni in cui si formano perturbazioni cariche d'acqua, che si sfogano inesorabilmente per giorni interi su qualsiasi cosa si trovi al di sotto del fenomeno. In questi casi, le infrastrutture di un qualsiasi centro abitato devono reagire al meglio all'enorme afflusso di acqua, che arriva sia dal cielo, sia dai fiumi in piena.

La mancata pulizia del letto dei fiumi da detriti sia di natura naturale che antropica è un tema ricorrente. Persone che si lamentano degli enti competenti (o incompetenti) che lasciano il letto del fiume a se stesso, con rami e tronchi in bella vista. Forse invece di lamentarsi, sarebbe il caso di rimboccarsi le maniche, prendere tuta, guanti, seghetto e zappetta, e andare a pulire, magari organizzando una giornata con i residenti del quartiere interessato. Il buonsenso è cosa non comune oggi, specialmente in chi gestisce la cosa pubblica, è sempre bene tenerlo a mente. Basta girare per la città per rendersene conto.

L'approvazione di progetti volti al miglioramento della città, come lo scolmatore del Rio Fereggiano, si perdono in anni di stupida burocrazia, tutta all'italiana. Invece di migliorare le condizioni in cui viviamo, coloro che hanno voce in capitolo sulle decisioni che regolano la nostra vita quotidiana si perdono in una realtà tutta loro, fatta di soldi, salotti e poltrone, e di comodi privilegi. Speriamo che in futuro prevalga maggiormente la ragione e il buon senso.


Alcune immagini del dopo alluvione.

Fra i numerosi oggetti alluvionati ho recuperato questa valigetta di legno. Viste le dimensioni e le condizioni tutto sommato accettabili, col giusto restauro e l'aggiunta di materiali adatti, potrà diventare una buona scatola entomologica. Nella foto a destra, ho messo a confronto una scatola entomologica standard.

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