Universo dei Lepidotteri #20 - Le farfalle di montagna

Passeggiando lungo un sentiero di montagna è possibile ammirare moltissime specie diverse di farfalle, alcune delle quali endemiche. Come mai sulle montagne troviamo una così vasta gamma di Lepidotteri? Diverse sono le spiegazioni ecologiche e genetiche.

Il coridone (Polyommatus coridon) vola sulle Alpi fino a 2000 metri.

La montagna è caratterizzata da alcune fasce altitudinali aventi una propria fauna e flora, chiamate "orizzonti". Dopo l'orizzonte collinare (che raggiunge i 700 m circa), inizia la montagna vera e propria con l'orizzonte montano (fino a circa 1500 m), caratterizzato da boschi di faggi ed abeti. Segue quindi l'orizzonte  subalpino (fino ai 2400 m) con boschi di conifere, per terminare con l'orizzonte alpino, caratterizzato da pascoli con una vegetazione poco differenziata. Talvolta abbiamo anche l'orizzonte nivale, al confine con le nevi perenni, che tra tutti è l'ambiente più inospitale. I limiti tra una fascia e l'altra variano da montagna a montagna in base all'esposizione, ai venti e a molti altri parametri. Le farfalle di pianura possono talvolta sopravvivere fino all'orizzonte montano, ma salendo di quota si incontrano altre specie adattate alla sopravvivenza a climi molto rigidi.

Il Parnassius phoebus, noto comunemente come febo, è una farfalla alpina che vola fino ai 2600 m.

L'orizzonte montano è quello più popolato di specie grazie ai diversi tipi di ambienti che offre: foreste di faggi e larici, oltre che di pini e abeti; coltivazioni di erba medica; prati e radure; boschi di salici e pioppi lungo i torrenti. Gli habitat e le nicchie ecologiche a disposizione delle farfalle sono quindi molteplici e ne spiegano l'abbondanza. Salendo in quota, inoltre, si trovano numerosi altri ambienti, come i prati umidi, le torbiere e i pascoli alpini in cui volano specie caratteristiche e poco comuni come la Colias paleano. Infine vi sono le cime, dove volano le farfalle rupicole come la satirina Oeneis glacialis, rara e difficile da osservare proprio perché vive in luoghi di difficile accesso.

Le erebie, come questa Erebia aethiops, sono sempre presenti sulle nostre montagne.

In seguito alle glaciazioni molte popolazioni sono rimaste isolate su montagne e massicci montuosi, senza possibilità di entrare in contatto con altre farfalle della stessa specie. Con il passare del tempo queste popolazioni hanno sviluppato dei caratteri propri, fino ad evolversi in nuove forme. Le farfalle del genere Erebia, comuni sulle nostre montagne, ne sono un ottimo esempio.


Riferimenti:
  • Panzetti. P., Peruzzo A., Pitton. L., Rosa P., Vercellini G., 2003-2004 - Le farfalle più belle del mondo - Alberto Peruzzo Editore SRL, Milano, 250 pp.

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