Universo dei Lepidotteri #22 - Le farfalle di città e di campagna

I Lepidotteri vivono in ogni continente ad eccezione dell'Antartide. In Italia si possono trovare praticamente in ogni ambiente: volano nei boschi e in campagna, in montagna e lungo la costa, nelle zone umide e in quelle aride.

La pieride del biancospino (Aporia crataegi) è una farfalla ormai scomparsa da molte zone planiziali.

Chi abita in una grande città o nelle sue vicinanze, si è accorto da tempo che non ci sono più farfalle a portare colore e allegria, e gli unici insetti con i quali si convive sono fastidiosi e magari portatori di malattie. La crescita delle città in natura si misura con i metri quadrati di cemento sottratti ai prati, con l'inquinamento dato dai riscaldamenti e dai mezzi di trasporto, con le infrastrutture che permettono il nostro sviluppo. Anche la campagna che troviamo alle porte delle metropoli è spesso malinconicamente deserta, specialmente nella pianura padana.

La ninfa dei prati (Coenonympha pamphilus), una piccola Satirina tipica dei prati di campagna.

Purtroppo le aree agricole e rurali hanno subito un forte intervento da parte dell'uomo: fenomeni come il disboscamento, l'allevamento e le colture intensive, l'irrigazione, l'impianto di specie alloctone, l'uso continuo di diserbanti e fertilizzanti, oltre al problema maggiore rappresentato dalle monocolture intensive, hanno provocato serie modificazioni dell'ambiente. L'impoverimento dei suoli e i processi di eutrofizzazione delle acque ne sono un triste esempio. In questo quadro generale anche altri insetti faticano a sopravvivere, ad eccezione di scarafaggi, zanzare, formiche che ne traggono vantaggio.

L'atalanta (Vanessa atalanta) si nutre su un fiore di buddleia.

L'abuso di pesticidi e le tecniche di monocoltura hanno causato la scomparsa di gran parte delle farfalle nelle zone coltivate. Oggi è difficile trovare anche Lepidotteri un tempo comuni come la cavolaia maggiore (Pieris brassicae) e il pieride del biancospino (Aporia crataegi), ormai estinta in alcune nazioni come l'Inghilterra. La cavolaia minore (Pieris rapae) è la specie che probabilmente si è adattata meglio a questa situazione, dal momento che il suo bruco si nutre di diverse piante selvatiche comuni quali il cavolo, la senape e l'erba cornacchia.

L'argo bronzeo (Lycaena phlaeas), piccola farfalla che frequenta i campi attorno alle zone urbane.

I parchi cittadini hanno la funzione di piccole oasi, nelle quali è possibile trovare ancora alcune specie di farfalle che si alimentano di ortiche selvatiche come Vanessa atalanta e Inachis io, oppure di graminacee come Lasiommata maera e Pararge aegeria. Un'altra farfalla che riesce a sopravvivere attorno alle aree suburbane è l'aurora (Anthocharis cardamines), perché le piante del genere Cardamine, di cui si nutrono i suoi bruchi, crescono lungo i bordi delle strade.


Riferimenti:
  • Panzetti. P., Peruzzo A., Pitton. L., Rosa P., Vercellini G., 2003-2004 - Le farfalle più belle del mondo - Alberto Peruzzo Editore SRL, Milano, 250 pp.

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