Universo dei Lepidotteri #25 - La cedronella

Nelle belle giornate di marzo, quando il gelo inizia a lasciare spazio al primo tepore invernale, con un battito d'ali, leggero ma deciso, appare la vivace Gonepteryx rhamni, da tutti conosciuta come cedronella.

La cedronella è una farfalla facilissima da riconoscere per la sfumatura giallo limone sulle sue ali, che ha da sempre affascinato i poeti di ogni cultura e di ogni periodo storico. I primi miti basati su questa farfalla risalgono all'antica Grecia, quando si narrava che il suo splendido colore fosse causato da un raggio di sole scagliato da Apollo durante il litigio tra gli dei dell'Olimpo sulle ali dell'ignaro insetto che si trovava li per caso. La sua comparsa è sempre stata abbinata all'inizio della primavera, quando la natura torna a risvegliarsi. Così la canta Hermann Hesse:

Ebbra del primo fervore
barcolla una gialla farfalla.
Riposa, seduto alla finestra,
chino e assonnato, un vecchio.

Nel verde di primavera, cantando,
un tempo lasciò la sua casa.
Quanta polvere delle strade
ha pettinato i suoi capelli.

E - guarda, l'albero fiorito
e le farfalle - le gialle -
paiono invecchiate appena,
sembrano ancora le stesse.

Ma i colori e i profumi
sono più fievoli e stanchi,
la luce e l'aria più fredde,
aspre al respiro, pesanti.

La primavera bruisce - leggera come le api -
dei suoi canti leggiadri.
Il cielo oscilla azzurro e bianco,
laggiù, dorata, vola la farfalla.

Le ali rovinate e sbiadite della cedronella sono il risultato delle fatiche affrontate durante l'inverno.

La cedronella è stata catturata anche nel ricordo di un ragazzo che ha vissuto uno dei peggiori incubi nella storia dell'umanità. Pavel Friedmann aveva 21 anni quando nel 1942 fu obbligato dalle forze di occupazione naziste ad abbandonare la sua casa in Polonia e a trasferirsi nel ghetto di Theresienstadt, prima di essere deportato e ucciso nel campo di sterminio di Chelmno nel 1944. Durante il periodo di permanenza nel ghetto scrisse questa toccante poesia:


La farfalla

L'ultima, proprio l'ultima,
di un giallo così intenso, così
assolutamente giallo,
come una lacrima di sole quando cade
sopra una roccia bianca
- così gialla, così gialla!
L'ultima,
volava in alto leggera,
aleggiava sicura
per baciare il suo ultimo mondo.
Fra qualche giorno
sarà già la mia settima settimana di ghetto:
i miei mi hanno ritrovato qui
e qui mi chiamano i fiori di ruta
e il bianco candeliere del castagno nel cortile.
Ma qui non ho visto nessuna farfalla.
Quella farfalla fu l'ultima che vidi:
le farfalle non vivono nel ghetto.

Maschio di cedronella dalla tipica colorazione giallo acceso.

La cedronella depone le sue una per una anche sulle gemme dello spincervino o della fragola selvatica, sulle quali si svilupperà poi il bruco. Bruco che possiamo vedere nella foto qui a fianco, mentre si prepara ad impuparsi. La crisalide ha una forma molto particolare e lascia intravedere gli abbozzi alari che, avvicinandosi il momento dello sfarfallamento, divengono sempre più gialli. Essa è una tra le farfalle che vivono più a lungo: alcuni individui riescono a sopravvivere addirittura per 10-11 mesi. Malgrado sia molto longeva e robusta, non è più frequente come un tempo, quando abbondava sulle piante di ramno nelle siepi dei campi. Nonostante si riproduca una sola volta l'anno, riesce a volare assieme asi suoi figli, ma non può riconoscerli, perché le farfalle non hanno cure parentali e le genitrici abbandonano le uova al loro destino subito dopo la deposizione. Gli adulti delle Gonepteryx (genere a cui appartiene la cedronella) passano l'inverno nascosti tra le foglie morte, nelle siepi e nei tronchi cavi.

Bruco di Gonepteryx rhamni durante la fase di impupamento.


Riferimenti:
  • Panzetti. P., Peruzzo A., Pitton. L., Rosa P., Vercellini G., 2003-2004 - Le farfalle più belle del mondo - Alberto Peruzzo Editore SRL, Milano, 250 pp.

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