Universo dei Lepidotteri #24 - Le farfalle della macchia mediterranea

Le regioni costiere del Mar Mediterraneo sono dominate da un particolare tipo di vegetazione sempreverde chiamata "macchia mediterranea", caratterizzata soprattutto dalla presenza del leccio (Quercus ilex). Un tempo queste regioni erano coperte da foreste, ma la continua attività dell'uomo ne ha profondamente modificato l'aspetto originario; oggi gli incendi continui e il disboscamento, associati ai trapianti di pini ed eucalipti al posto di querce (Quercus spp.) e faggi (Fagus sylvatica), ne modificano il paesaggio e l'aspetto naturalistico.

Una ninfa del corbezzolo ha scelto un tubo di plastica come posatoio per difendere il suo territorio.

A seconda del tipo di suolo e del grado di disturbo prodotto dagli insediamenti umani si possono distinguere ambienti diversi: la lecceta matura, la macchia alta, macchia bassa e la gariga. Nelle zone di macchia nell'Italia centrale, meridionale e nelle isole, le farfalle sono facilmente attirate dai cespugli di lavanda (Lavandula spp.), rosmarino (Rosmarinus officinalis) e timo (Thymus spp.), oltre che dalle piante di erica (Erica arborea), ginestra (ad esempio Spartium junceum), mirto (Myrtus communis) e cisto (Cistus spp.), che emettono profumi inconfondibili.

Tra le farfalle italiane che meglio segnalano la presenza della macchia mediterranea troviamo la ninfa del corbezzolo o jaso (Charaxes jasius), la cleopatra (Gonepteryx cleopatra) e la cecilia, (Pyronia cecilia), che possono essere considerate come validi indicatori. Lo jaso è una specie di origine africana; la sua distribuzione sulle coste italiane è legata alla presenza della pianta nutrice: il corbezzolo (Arbutus unedo). Si tratta di una specie fortemente territoriale: in alcune zone vicino a Capalbio, in Toscana, i maschi difendono il loro territorio usando come posatoi di osservazione le altalene in legno che i cacciatori utilizzano per la caccia al cinghiale.

Charaxes jasius, specie tipica della macchia mediterranea.

Altre farfalle europee tipiche della macchia mediterranea sono la rumina (Zerynthia rumina), il licenide Tomares ballus (assente in Italia) e le Esperidi del genere Gegenes come il nostradamo (Gegenes nostrodamus) e il pumilo (Gegenes pumilio). La rumina è una splendida farfalla che vive nella fascia costiera del Nord Africa occidentale, nella penisola iberica, raggiungendo le coste meridionali della Francia, fin dove trova abbondante la sua pianta nutrice. Tomares ballus ha più o meno la sua stessa distribuzione; si sposta su terreni accidentati e pietrosi a basse altitudini, dal livello del mare fino a 500 m e il suo periodo di volo va da gennaio ad aprile. I suoi bruchi si nutrono a spese di piante del genere Lotus.

Il pieride Euchloe simplonia e il licenide Tomares ballus.

Le Gegenes sono farfalle di piccole dimensioni ed interamente marroni, con macchiette chiare sulle ali anteriori; sono caratteristiche di zone aride e rocciose e sono piuttosto rare e localizzate in tutto il loro areale di distribuzione. Volano lungo le coste europee e nord-africane del Mediterraneo, anche se G. pumilio in Nord Africa si trova solo in Marocco ed Algeria. In Italia si rinvengono soprattutto lungo la costa tirrenica e sono più comuni nel Centro-Sud. Presentano due generazioni tra maggio e settembre.


Riferimenti:
  • Panzetti. P., Peruzzo A., Pitton. L., Rosa P., Vercellini G., 2003-2004 - Le farfalle più belle del mondo - Alberto Peruzzo Editore SRL, Milano, 250 pp.

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