Riconoscere le farfalle di Liguria: le tecle

Satyrium ilicis, una tecla europea.

Il gruppo delle tecle include specie appartenenti alla sottofamiglia delle Theclinae, costituita in larga maggioranza da individui di origine tropicale. Appartengono alla famiglia dei Licenidi e amano frequentare habitat boscosi e ricchi di cespugli.

Le tecle possiedono generalmente delle codine sulle ali posteriori, abbinate a colori mimetici (o adatti a confondere i predatori) sul lato inferiore delle ali. In regione ne abbiamo almeno 10 specie, fra cui la bella tecla della quercia e la tecla del rovo; quest'ultima è una delle pochissime farfalle completamente verdi.

Thecla betulae e altre tecle
La T. betulae, comunemente nota come tecla della betulla, vanta uno status di unicità nella nostra regione in quanto non vi sono specie con le quali possa verificarsi confusione. La sua apertura alare è considerevole se confrontata con le altre tecle europee. Questa è l'unica specie del suo genere con colorazione arancio-brunastro sul lato inferiore delle ali. Nell'immagine mosaico qui a fianco sono messi a confronto i 4 generi presenti sul territorio.

Quercusia quercus e tecle del genere Satyrium
Questa è l'unica tecla caratterizzata da vistose aree blu metalliche sul lato superiore delle ali. Il pattern del lato inferiore è abbastanza simile alle Satyrium, da cui si distingue per un colore di fondo grigio. Nelle Satyrium il colore di fondo è marrone.

Satyrium w-album e altre Satyrium
La tecla dalla w-bianca (S. w-album), come suggerisce il nome, presenta un inconfondibile disegno a forma di 'W' sul lato inferiore dell'ala posteriore. Tale disegno risulta diagnostico per riconoscere la specie. In aggiunta la serie di macchie arancioni situate vicino al margine esterno è ben sviluppata; talvolta possono essere unite a formare una fascia omogenea.

Satyrium pruni e altre Satyrium
A prima vista, per aspetto e colore, il S. pruni è molto simile alle altre specie del suo genere. Ma anche qui troviamo un carattere diagnostico utile al riconoscimento. Abbiamo visto come nel S. w-album fosse necessario focalizzarsi sui disegni bianchi, piuttosto che sulla serie di macchie arancioni. In questo caso bisogna fare l'esatto opposto. Nel S. pruni ciascuna macchia arancione (una per interspazio) è preceduta da un punto nero ben definito, di forma tondeggiante, con tacca bianca posizionata sul lato rivolto verso l'interno. Questa tacca può essere poco sviluppata o estremamente marcata, a forma di arco.

Satyrium acaciaeSatyrium spini
Diversamente dalla specie analizzata in prima, le macchie arancioni di S. acaciae sono precedute da disegni neri a forma di arco. La sua macchia S7 inoltre comprende un'area di scaglie azzurrate concentrate verso il margine esterno. In S. spini la macchia S7 è ampia e totalmente costituita da scaglie azzurrate. Questo è considerato un carattere diagnostico e più che affidabile.

Satyrium ilicisSatyrium esculi
Specie estremamente simili e difficili da distinguere sul campo. In S. ilicis le macchie arancioni della serie submarginale hanno disegni neri sui lati rivolti verso l'interno ed esterno. In S. esculi le macchie arancioni tendono ad essere prive di disegni neri, solo sul lato rivolto verso l'esterno. In regione le due specie si possono distinguere anche tenendo conto dell'aspetto spaziale: il S. ilicis è diffuso lungo tutto il territorio ligure, mentre il S. esculi è confinato nell'estremo ponente, in prossimità del confine francese.

Callophrys rubiCallophrys avis
Secondo le segnalazioni da parte di Marco Bonifacino che indicano C. avis come presente nella zona di Savona, si rende necessario includere la specie in questo argomento. Le due Callophrys hanno una colorazione praticamente identica, sia sul lato superiore che inferiore. Per distinguerle con sicurezza bisogna osservare il fianco della testa: in C. avis è ricoperta da peli color nocciola, in netto contrasto con i palpi labiali bianchi. Nella C. rubi l'orlo bianco che circonda l'occhio è completamente bianco.

Nota: l'immagine mosaico in alto è stata composta con foto tratte dal sito leps.it.

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