Universo dei Lepidotteri #35 - Come sono distribuite le farfalle

Le farfalle vivono in tutti i continenti, dall'Europa al Sud America, dal Nord America all'Australia, dall'Africa all'Asia. Esistono alcune specie cosmopolite, che si rinvengono in gran parte del pianeta, altre che invece sono confinate solo su alcune isole o montagne; la maggior parte ha una distribuzione più o meno ampia, all'interno di grandi aree chiamate Regioni. Ma come si spiega la distribuzione la loro distribuzione? Come si sono evolute le diverse specie in ogni regione?

Per rispondere a queste domande ci offre aiuto una disciplina della biologia, la zoogeografia, che studia la distribuzione geografica degli animali partendo dalla descrizione delle distribuzioni delle specie, e ne ricerca le cause tenendo conto della loro evoluzione. L'evoluzione di una specie e la sua diffusione sono infatti strettamente correlate, tanto che i fondatori della teoria evolutiva per selezione naturale sono anche tra i fondatori della zoogeografia: C. Darwin (che dedicò due capitoli nel suo libro "Origine della specie") e A. R. Wallace ("La distribuzione geografica degli animali").

Suddivisione delle regioni zoogeografiche.

Sulla base della distribuzione degli animali le terre emerse sono state suddivise in grandi unità, chiamate regioni zoogeografiche, che corrispondono a grandi linee ai continenti e si distinguono tra loro per una propria fauna caratteristica, cioè un insieme di specie vincolate dagli stessi eventi geografici ambientali. Sono delimitate da barriere naturali come oceani, catene montuose e deserti, ma talvolta i confini non sono così netti e vi si trovano zone di transizione attraverso cui le specie possono passare da una regione all'altra.

Le regioni zoogeografiche sono sei: Neartica, Paleartica, Neotropicale, Afrotropicale, Indomalese (o Orientale) e Australiana (o Australasiana); Wallace fu il primo ad individuarle e descriverle sulla base del suo studio relativo alla distribuzione dei Vertebrati (soprattutto uccelli e Mammiferi). Fra le regioni vi è quella Antartica (che sarebbe la settima), generalmente non considerata per quanto riguarda il mondo dei Lepidotteri.

Già Darwin e Wallace osservarono che la fauna insulare è molto diversa da quella dei continenti, sia per il numero che per la tipologia delle specie presenti. Sin da allora le isole furono considerate come laboratori naturali dell'evoluzione, dove le specie animali e vegetali subiscono cambiamenti, talvolta straordinari, dei loro adattamenti. Inoltre la mancanza di predatori e di competizione comporta una rapida modificazione di alcuni caratteri: diventano comuni fenomeni di gigantismo, nanismo, eccezionale longevità, perdita delle ali e conseguente incapacità di volare negli insetti e negli uccelli, e così via. Nelle isole, quindi, si formano facilmente specie endemiche, che cioè vivono solo in quel determinato territorio isolato. Nelle Antille quasi la metà delle specie di farfalle è endemica.

La maggior parte delle specie endemiche delle isole si è originata da specie simili presenti sui continenti e rimaste separate geneticamente a causa di barriere geografiche come il mare; fenomeno di speciazione geografica.


Riferimenti:
  • Panzetti. P., Peruzzo A., Pitton. L., Rosa P., Vercellini G., 2003-2004 - Le farfalle più belle del mondo - Alberto Peruzzo Editore SRL, Milano, 250 pp.

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