Urania sloanus, lettera morta

Urania sloanus

Nel luglio dell'anno scorso pubblicai un post relativo ad una falena giamaicana, presunta estinta. La mancanza di dati sufficienti, e l'incertezza vera e propria della sua estinzione mi spinsero a condurre una indagine in merito, con lo spirito del "giornalista lepidotterologo".

A parte i cenni storici su coloro che videro e descrissero la specie per la prima volta, di grande interesse furono le informazioni raccolte in merito al periodo che va dal 1900 in poi. Riuscii perfino a mettermi in contatto con alcune persone che, con fiducia, mi fornirono informazioni su raccolte abbastanza recenti.

Pubblico qui di seguito alcune frasi tratte e tradotte da una discussione del 15 febbraio 2014. Tale discussione era in inglese, dato che la persona con cui ho parlato era straniera.

Me: "Salve, il mio nome è Alessandro e scrivo dall'Italia. Ti contatto in merito alla specie Urania sloanus (Cramer, 1779), poiché sto scrivendo un articolo su questa specie. Mi è stato detto che tu vendi esemplari maschi per 1200 Euro ciascuno, e avrei un certo interesse a riguardo. Sarebbe bello se tu avessi delle immagini dei suddetti esemplari. Immagini che potrei pubblicare come esempio."

M.D.P.G.: "Al momento non ho sloanus. Ho ricevuto 8-10 esemplari dalla Giamaica (verso la fine del 1999 o 2000, non ricordo esattamente), ma, gli ho venduti tutti a collezionisti giapponesi."

Me: "Ma questi esemplari sono stati acquistati da collezionisti locali, giusto? Molti dicono che la specie è già estinta, ma altri dicono che anche ancora lì. Ho trovato alcune prove che supporterebbero questa ipotesi."

M.D.P.G.: "Si, collezionisti locali giamaicani. Io non penso che sia estinta, è solamente molto scarsa nella zona delle Blue Mountains"

Me: "Infatti, penso che le popolazioni sono molto rare e localizzati nell'isola. Vi è un rapporto del 1893, esattamente nelle Blue Mountains. È probabilmente uno dei pochi luoghi in cui la specie sopravvive."

M.D.P.G.: "I collezionisti del luogo collezionano questa e Sfingidi durante la notte."

Me: "Ma l'U. sloanus è attiva principalmente durante il giorno. Allora è attirata anche dalla luce artificiale usata di notte?"

M.D.P.G.: "Si, io penso che si tratti della luce artificiale per cacciare gli Sfingidi"

Verso la fine di questa breve ma interessante conversazione ci trovammo d'accordo sul fatto che lo status della specie andava cambiato da "estinta" a "estremamente rara". In conclusione, forse insospettito dalla mia particolare curiosità per questa costosissima specie, il tale M.D.P.G. smise di rispondere. Ora, parliamoci chiaro, questa è gente che colleziona farfalle rare al solo scopo di fare un bel profitto, fregandosene altamente di tutto il resto. Tutto questo per seguire il "grande ed unico dio denaro", a scapito dell'ambiente e della salvaguardia delle specie patrimonio della nostra biodiversità. Nostra, ragionando in termini globali.

La cosa che mi ha colpito di tutta questa vicenda non è stato solo il silenzio dei collezionisti di Lepidotteri, ma soprattutto delle istituzioni preposte al monitoraggio delle specie. Quando pubblicai il post sulla falena presunta estinta inviai anche una segnalazione al CITES per prendere in esame la questione. Alla risposta "La ringraziamo per aver condiviso i risultati della sua ricerca con la Segreteria CITES. Inoltreremo questo alla nostra Unità Scientifica per le loro considerazioni." è seguito un nulla di fatto e, ad oggi, non ho ricevuto ancora una risposta decente. Dovrei presumere che non abbiano preso sul serio la questione, o semplicemente, non c'era interesse ad andare fino in fondo? A questo punto sembrerebbe logico ritenere che il CITES non sia un'organizzazione seria come appare, ma che faccia distinzioni di comodo fra specie di serie A e di serie B. Se Io privato cittadino scopro che una specie che si riteneva estinta in realtà non lo è, cosa dovrei fare? Starmene zitto, approfittando del fatto di poter catturare e vendere (a prezzi esorbitanti) esemplari a collezionisti edonisti, ricavando un bel mucchio di soldi... oppure potrei contribuire attivamente alla salvaguardia di tale specie? La risposta a queste ed altre domande dipenderà dalla sensibilità di chi se le pone.

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