Avversità delle collezioni: la luce

La luce è ciò che ci permette di apprezzare tutti i meravigliosi colori che caratterizzano le ali dei Lepidotteri. Dal bianco della cavolaia (Pieris brassicae) al giallo della cedronella (Gonepteryx rhamni), fino al bruno-scuro della circe (Brintesia circe). Tuttavia la luce, grande alleata dell'occhio umano, è anche un lento e inesorabile nemico delle collezioni entomologiche.

Confronto fra due vecchi esemplari di Argema mittrei. Il primo risale al 1979 e mantiene il suo colore originale. Il secondo, decisamente più datato, ha perso la vivacità del colore di fondo.

Così come per le conchiglie che, se lasciate per mesi al sole diventano bianche, anche gli esemplari di una collezione subiscono questo fenomeno. Ma come fa la luce a sbiadire la superficie delle ali e del corpo?

La luce è per definizione una radiazione presente all'interno di una certa porzione dello spettro elettromagnetico. Di solito è definita come luce visibile, in quanto è, per l'appunto, visibile all'occhio umano con lunghezze d'onda nell'intervallo di 400-700 nanometri. La luce del sole, che all'apparenza è bianca, è in realtà composta da uno spettro luminoso che va dal viola al rosso. L'effetto della scomposizione dei colori della luce è ben visibile nei casi in cui, per esempio, nubi di gocce d'acqua in sospensione creano l'effetto arcobaleno.


Lo spettro visibile dei colori evidenziato da minuscole gocce d'acqua.

Qualsiasi oggetto assorbe alcuni colori dello spettro luminoso e ne riflette altri; ciò dipende dalla composizione molecolare dell'oggetto stesso. Noi vediamo le foglie verdi perché assorbono tutte le frequenze luminose tranne il verde, che viene riflesso. Allo stesso modo vediamo i pomodori rossi dato che l'unica frequenza che riflettono, quella rossa, viene rimandata indietro e percepita dai nostri occhi come tale. D'altra parte un oggetto risulterà bianco se questo non assorbe alcun colore. Nel caso in cui un altro oggetto assorba tutti i colori dello spettro luminoso questo ci apparirà di colore nero.

Avete mai sentito parlare di energia solare? Un esempio emblematico è rappresentato dalla fotosintesi clorofilliana, un processo utilizzato da piante e altri organismi per convertire l'energia della luce in energia chimica.

Confronto fra due esemplari di Acherontia atropos. Quello in alto risale agli anni '40 e mantiene tutt'ora tonalità di colori molto vivaci. Quello sotto è esposto in un museo dove è costantemente bombardato dalla luce artificiale.

Nelle cose inanimate, come gli esemplari di una collezione di farfalle, il bombardamento continuo da parte dell'energia luminosa causa la distruzione delle molecole dei pigmenti. Colori caldi come il rosso e l'arancione possono trasformarsi in un giallino molto pallido. Nel caso in cui la colorazione sia strutturale, come nel caso delle Morpho, la luce non causa alcuna perdita di pigmentazione.

Confronto fra due esemplari di Euplagia quadripunctaria. In questo caso si può osservare un esempio estremo di perdita dei pigmenti rossi.

Qualsiasi esemplare di una collezione scientifica deve essere mantenuto il più a lungo possibile nelle condizioni ottimali di quando è stato raccolto. Per evitare che i pigmenti perdano vivacità vi basterà riporre le scatole entomologiche all'interno di appositi mobili a cassetti, in cui la luce non possa entrare direttamente. A differenza dei quadri con farfalle a scopo decorativo, i contenitori per collezioni scientifiche non devono rispondere ad un canone di visibilità, per il quale una scatola entomologica dovrebbe stare appesa ad una parete ben illuminata.

Alcune scatole entomologiche riposte in un mobile.

Il deterioramento della luce è un processo molto lento che varia a seconda dell'intensità della luce stessa. Un esemplare lasciato esposto in piena luce solare, o artificiale, sbiadirà molto prima di uno esposto ai raggi luminosi emessi da una singola lampadina. Purtroppo non esiste rimedio per un esemplare sbiadito, in quanto il deterioramento dei pigmenti è un processo irreversibile.

Per cui ricordatevi di tenere i vostri esemplari al buio, così da poterne preservare al meglio i colori.

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