Universo dei Lepidotteri #46 - Troides aeacus

La Troides aeacus vola nel Sud-Est asiatico, dall'India Orientale alla Cina Sud-Orientale e nella penisola malese. È abbastanza comune in varie regioni indiane e cinesi dal Sikkim al Bhutan fino al Tibet e Taiwan. La sottospecie insularis è una delle Troides più rare e meno conosciute e si trova solo nell'isola di Sumatra.

Maschio.

Famiglia: Papilionidae
Sottofamiglia: Papilioninae
Tribù: Troidini

La T. aeacus, il cui nome inglese Golden Birdwing significa farfalla ali di uccello dorate, è una delle specie più piccole del suo genere. Il maschio ha un'apertura alare che varia tra i 13 e 15 cm, mentre quella della femmina varia tra 16 e 18 cm. I due sessi si distinguono tra loro anche per la colorazione delle ali: nel maschio le ali posteriori sono interamente giallo-dorate con venature nere, mentre nella femmina il giallo è meno vivo e splendente e le ali sono decorate da grandi macchie nere che la rendono più elegante. In entrambi i sessi le ali anteriori sono scure (nere nei maschi e marroni nelle femmine). Sul collo vi sono dei peli rossi che creano l'effetto ottico di una collana. I maschi possiedono delle sacche di peli androconiali che emettono feromoni, la cui funzione non è esclusivamente sessuale. È stato osservato, infatti, che i maschi le mostrano anche quando nei paraggi non si trova alcuna femmina. La colorazione molto evidente invece si spiega con la teoria dei colori di avvertimento; la T. aeacus è infatti una farfalla velenosa per i suoi predatori in quanto contiene alcune molecole tossiche simili all'acetilcolina.

Femmina.

Si può osservare la T. aeacus volare lentamente nei giorni assolati a diversi metri di altezza; spesso al mattino si ferma a nutrirsi sui fiori, oppure scende per dissetarsi sul suolo umido. Generalmente è più comune negli habitat collinari tra i 250 e 1000 m e nelle vallate con foreste. In India vola da maggio a settembre, mentre in Cina da marzo ad aprile e da settembre a ottobre.

I bruchi si cibano delle foglie di varie aristolochie come Aristolochia cucurbitifoliaA. zollingeriana. Negli stadi giovanili i bruchi sono gregari e solo successivamente si disperdono sulle foglie della pianta nutrice.

Come le altre specie di Troidini, la T. aeacus è protetta da varie convenzioni internazionali anche se le sue popolazioni non sembrano in pericolo di estinzione; solo in Malesia, dove è piuttosto localizzata, e a Taiwan, dove si trova la sottospecie formosanus, sembra essere in declino.

Troides helenaPapilio anchisiades in una stampa di Edward Donovan del 1800.

Il genere Troides comprende oltre una ventina di specie, gran parte delle quali annovera numerose sottospecie e varietà. Come per le affini Ornithoptera, molte delle varietà descritte vivono come popolazioni isolate negli arcipelaghi delle Filippine, dell'Indonesia, della Nuova Guinea e Malesia.

Stampa del 1880 di W. de Alvis con il ciclo della Troides darsius. La femmina, in alto a sinistra, si riconosce per le bande grigiastre sulle ali anteriori che nel maschio sono completamente nere.

Le Troides sono da sempre considerate tra le farfalle più belle ed eleganti per il loro colore giallo su fondo nero. In natura questo abbinamento di colori funziona da avvertimento per i predatori: sono farfalle "velenose" non commestibili perché il loro corpo contiene sostanze tossiche accumulate durante lo stadio larvale; i suoi bruchi si cibano di piante appartenenti al genere Aristolochia, ricche di sostanze tossiche come l'acido aristolochico.

Troides helena, una coppia proveniente dalla Malesia.

Sebbene entrambi i sessi delle Troides presentino forma simile, esiste un marcato dimorfismo sessuale: le femmine, che hanno di solito un'apertura alare maggiore, hanno le ali posteriori ricche di disegni elaborati, mentre nei maschi, salvo poche eccezioni, sono interamente gialle oppure nere con una sola grande macchia gialla; in entrambi i casi il colore è interrotto dalle venature alari che sono di colore nero. Inoltre i maschi possiedono degli evidenti peli odoriferi disposti sul margine interno delle ali posteriori.

Coppia di Troides hypolitus, proveniente dalla Nuova Guinea.

Ricordiamo alcune specie di Troides tra le più rare e famose: T. magellanus e T. prattorum, caratterizzate dalla splendida colorazione strutturale delle squame delle ali posteriori, che produce un riflesso metallico azzurro-verdastro quando si osservano ad angolo obliquo. Mentre la T. magellanus vive nelle Filippine, la T. prattorum è endemica dell'isola di Buru e della sua biologia si conosce molto poco perché, fino agli anni '80, l'isola era sede di un penitenziario per detenuti politici e nessuno poteva accedervi, neanche per scopi scientifici. La T. vandepolli è invece una rara specie montana che vive nelle isole di Sumatra e Giava; le sue popolazioni sono a rischio di scomparsa per la massiccia opera di deforestazione per scopi agricoli. La stessa situazione di pericolo viene condivisa da altre specie come la T. andromache, che vola fino a 2900 m di quota, e la T. miranda, della quale si conoscono pochi dati biologici. La T. amphrysus è una delle specie più comuni e vive in Malesia, sulle isole di Sumatra e Borneo e Giava; questa farfalla è difficile da osservare perché vola a 20-30 metri di altezza e scende solo occasionalmente per succhiare il nettare dei fiori. Altre specie interessanti e poco comuni per la loro distribuzione sono T. darsius, endemica di Sri Lanka, e T. plato, dell'isola di Timor.


Riferimenti:
  • Panzetti. P., Peruzzo A., Pitton. L., Rosa P., Vercellini G., 2003-2004 - Le farfalle più belle del mondo - Alberto Peruzzo Editore SRL, Milano, 250 pp.
  • Peruzzo A., Pitton L., Vercellini G., 2007 - La natura in 1000 forme e colori, vere farfalle da collezione - Alberto Peruzzo Editore & Geoworld Srl, Milano, 180 pp.

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