Identificare le farfalle d'Italia: le vanesse

Durante la bella stagione, lungo i prati e i sentieri d'Italia, si possono osservare un bel numero di farfalle. Molte sono grandi e appariscenti, altre piccole e poco colorate. Alcune sono estremamente simili fra loro, altre appaiono completamente diverse. Per chi muove i primi passi verso l'osservazione e lo studio delle farfalle, uno dei requisiti da raggiungere è sicuramente la buona padronanza al riconoscimento delle varie specie.

La vanessa occhio di pavone.

Per fare chiarezza, a tal proposito, ho ritenuto necessario creare una guida utile all'identificazione delle specie italiane, pubblicata in più parti, avente come scopo principale quello di fugare ogni ragionevole dubbio riguardante i metodi e le chiavi di determinazione. Oggi affronteremo il gruppo di quelle farfalle note comunemente come vanesse.

La loro apertura alare media si aggira intorno ai 5-6 cm, perciò si parla di specie di medie dimensioni. Alcuni rappresentanti di questo gruppo hanno disegni unici che li rendono assolutamente inconfondibili. Altri risultano piuttosto simili e richiedono uno sguardo più attento per effettuare una corretta distinzione. Le vanesse passano l'inverno allo stadio di adulto e sono tra le prime farfalle a volare nei primissimi tepori invernali. Può capitare di vederne volare qualcuna perfino durante una bella giornata di marzo, in presenza di neve!

Passiamo ora in rassegna i 9 rappresentanti italiani, suddivisi a coppie (eccetto A. levana). Ciascuna coppia è accomunata da caratteristiche comuni più o meno evidenti.


Inachis io e Nymphalis antiopa
Se è palesemente vero che la colorazione del lato superiore della vanessa occhio di pavone (I. io) e della antiopa (N. antiopa) è completamente diversa, non si può certo dire lo stesso del lato inferiore. La I. io vanta una colorazione assolutamente unica per la nostra fauna, con grandi disegni ocellari su ciascuna ala, abbinati a vaste aree drosso porpora. Lo stesso discorso di unicità vale per la N. antiopa; essa presenta infatti un colore di fondo marrone scuro con fasce marginali chiare ben contrastate, precedute da una serie di macchiette azzurre.

Tav. 1

Sul lato inferiore di entrambe le specie prevale una colorazione di fondo nero-grigiastra, con mosaico composto da innumerevoli righe nere che conferiscono una sorta di "effetto corteccia" (Tav. 1). In I. io si distinguono due linee nere irregolari ben definite che si estendono dalla costa fin quasi al margine interno (1). La linea centrale è di norma più marcata di quella più vicina alla base dell'ala. Nella N. antiopa il carattere delle linee può essere assente, oppure costituito da una sola linea centrale corta (2). Sempre nella antiopa si osserva una vistosa fascia marginale pallida, in netto contrasto con il resto della colorazione (3).


Aglais urticaeNymphalis polychloros
La vanessa dell'ortica (A. urticae) è una delle specie più comuni e, come tutte le vanesse, è una poderosa volatrice. Non si può dire che la sua colorazione sia propriamente esclusiva, poiché condivide il suo areale con una specie dall'aspetto piuttosto simile, ma di dimensioni maggiori: la vanessa multicolore (N. polychloros).

Tav. 2a

Sul lato superiore di A. urticae prevale una colorazione arancio-rosso, con un margine alare esterno nero adornato da brillanti macchiette azzurre. In N. polychloros prevale invece una colorazione arancione più chiara. Nell'area centrale dell'ala anteriore si osservano tre macchie nere in A. urticae, una per ciascun interspazio. In N. polychloros se ne osservano ben quattro, laddove la quarta è posizionata verso l'angolo interno (1).

Tav. 2b

Il lato inferiore ricalca lo stile a corteccia delle due specie precedenti. L'ala anteriore di A. urticae presenta un'ampia area color giallo-pallido, in netto contrasto con i disegni più scuri localizzati verso i margini alari (1). In N. polychloros la colorazione è decisamente più uniforme, anche se l'ala è divisa a metà da due aree di tonalità diverse (2). Le ali posteriori di entrambe le specie hanno due aree di colore diverso delimitate da una linea nera (2 e 4). Tale linea è molto irregolare in A. urticae (2) e leggermente ondulata in N. polychloros (4).


Aglais urticae e Aglais ichnusa
Dando per scontato che stiamo parlando di specie diverse (alcuni autori considerano ichnusa una sottospecie di urticae), possiamo affermare che, tra le vanesse italiane, si riscontra un curioso caso di endemismo: l'Aglais ichnusa, anche nota comunemente come vanessa sarda. Mentre la comune vanessa dell'ortica, Aglais urticae, è ampiamente diffusa in tutta Italia, la sua specie sorella è un endemita esclusivo della Sardegna e della Corsica. Laddove vola la prima, non vola la seconda, e vice-versa. Per dirla in altri termini: A. urticae si trova in tutta Italia, eccetto la Sardegna; A. ichnusa si trova solamente in Sardegna, mentre nel resto d'Italia è assente (Tav. 3a).

Tav. 3a

Ad ali aperte le due specie sono estremamente simili, se non fosse per le due macchie nere centrali (1), sempre presenti in A. urticae e assenti nella congenere isolana (2). Dal punto di vista della colorazione questo risulta il carattere più significativo per distinguere le due specie, oltre al non trascurabile dettaglio inerente alla località.

Tav. 3b

Il lato inferiore delle ali non presenta caratteri utili all'identificazione (Tav. 3b).


Vanessa atalanta e Vanessa cardui
Incontriamo altri due casi di specie davvero uniche, molto comuni ed famose, note per le loro abitudini migratorie.

Tav. 4

Il colore di fondo di V. atalanta è bruno scuro, con una banda arancio-rosso che si sviluppa dalla costa dell'ala anteriore fino all'angolo interno della stessa; tale fascia la ritroviamo lungo il margine esterno dell'ala posteriore (questo è considerato un carattere diagnostico). Nella vanessa del cardo (V. cardui) si osserva una colorazione arancio-rosa, adornata da disegni scuri.

Il lato inferiore delle due specie è molto differente, poiché nella prima specie troviamo varie tonalità di marrone scuro, mentre nella seconda vi sono tonalità contrastanti di marrone e cannella (Tav. 2). Sull'ala anteriore di V. atalanta è riprodotta la banda visibile sul lato superiore, seppur con sfumature alle estremità (1). Nella V. cardui la banda è sostituita da un'ampia area che sfuma dal rosso alla base, al rosa verso il margine esterno (3). Sull'ala posteriore di V. atalanta, dal margine costale, si sviluppa una macchia chiara ben evidente (2). Un carattere molto interessante, sul lato inferiore dell'ala posteriore di V. cardui, è costituito da quattro macchie ocellari ben definite (4). Queste macchie risultano appena accennate nella sua congenere più scura.


Polygonia c-album e Polygonia egea
Le Polygonia sono un ottimo esempio di mimetismo criptico. Due specie italiane appartenenti a questo genere sono accomunate dalla forma delle ali che ricorda quella di una foglia secca, dai contorni frastagliati: questo è il caso della vanessa c-bianco (P. c-album) e della vanessa egea (P. egea).

Tav. 5a

Il lato superiore delle ali di P. c-album può variare dall'arancio-rosso all'arancione chiaro, con caratteristiche macchie scure ben marcate. Il carattere diagnostico del lato superiore riguarda la macchia postdiscale centrale dell'ala posteriore, ben marcata in P. c-album e assente in P. egea (1). Il lato superiore di P. egea tende ad essere sempre arancione chiaro, con disegni scuri ridotti e meno evidenti rispetto alla sua congenere (Tav. 5a).

Tav. 5b

Sul lato inferiore di entrambe le specie si osservano varie tonalità di marrone, con sottili linee nere (Tav. 5b). Sull'ala posteriore si trova l'elemento distintivo più caratteristico: il disegno bianco a forma di lettera. In P. c.album ha l'aspetto di una C, che può essere più o meno marcata a seconda dell'individuo (1). Nell'altra specie il disegno ricorda la forma di una L (2). Il lato inferiore delle ali di P. c-album presenta una fortissima variabilità, a seconda dell'individuo e della generazione (3 e 4).


Araschnia levana
La A. levana, chiamata talvolta "carta geografica" o "vanessa levana", è una farfalla dai trascorsi piuttosto negativi. La specie viene dichiarata come estinta in Italia nella metà degli anni '30, per cause non del tutto chiare. È stata poi riscoperta negli anni '90 in una zona non lontana dal confine con l'Austria e la Slovenia.

Tav. 6

Dall'apertura alare piuttosto ridotta, presenta una colorazione molto caratteristica, che non lascia spazio a dubbi. Un fatto curioso riguarda il dimorfismo stagionale, per cui la generazione primaverile differisce da quella estiva, rispettivamente prima e seconda generazione (Tav. 6). Il lato inferiore è in larga parte bruno rossastro con disegni bianchi a reticolo (1).


Ringraziamenti:
- L'immagine di N. antiopa in posa naturale è stata scattata da Ervin Szombathelyi - Butterflies and Moths of Hungary.
- Le immagini di A. urticae, N. polychloros e P. egea in posa naturale sono state scattate da Alberto Marcone.
- Le immagini di Tav. 3a e Tav. 3b figurano esemplari di A. ichnusa della coll. Grillo, conservati presso il Museo di Storia Naturale "G. Doria".
- Le immagini di Tav. 6 figurano esemplari di A. levana della coll. di E. Gallo.

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