Zerynthia cassandra, la colonia in Provincia di Savona e il bruco inaspettato

Meravigliosa femmina di Z. cassandra.

A seguito dell'escursione effettuata il 28 aprile (vedi post) in cui ho potuto ammirare per la prima volta la Zerynthia cassandra dal vivo, ho valutato la possibilità di ritornare nello stesso identico luogo, per effettuare ulteriori osservazioni, nonché per raccogliere prezioso materiale video. Così, il 30 aprile, sono ritornato sullo stesso prato in cui ho potuto osservare la presenza di una colonia di queste meravigliose farfalle.

Giunto nei margini del prato la situazione lasciava intendere che non vi fosse più nessun esemplare di Z. cassandra. Com'è possibile? La cassandra è per sua natura una scarsa volatrice e, in una situazione in cui il sole è coperto da nuvole, tende a restare posata tra l'erba.

Individuo maschio con colorazione giallo tenue.

Un altro esemplare maschio dalla colorazione di fondo tenue.

Se prendiamo la cassandra al di fuori del suo contesto naturale, ovvero dell'ambiente in cui è presente, appare sicuramente molto appariscente, con una colorazione vivace e molto contrastata. Ma in un prato la sua sagoma tende a confondersi efficacemente col resto dell'ambiente, quindi, non è così scontato vederne una quando non vola. Anche se casualmente doveste passarci vicino, è molto probabile che lei rimarrà ferma li dov'è, senza segnalare la sua presenza.

La cassandra posata sulla sua pianta nutrice.

Una volta individuato il primo esemplare, inizio subito ad effettuare le prime riprese con la videocamera. Nei pochi momenti in cui il sole si fa strada dallo strato di nuvole, riesco ad individuare almeno quattro individui che svolazzano allegramente in una zona del prato ricca di fiori campestri.

Femmina logora.

Stesso esemplare, posato sul mio dito.

Camminando tra l'erba bassa mi imbatto in una buca scavata da qualche animale. A ridosso trovo una bella pianta di Aristolochia rotunda mezza scalzata. La raccolgo per sperimentarne la coltura nel mio giardino a Genova, presumendo che possa adattarsi alle nuove condizioni climatiche.

Più che soddisfatto dell'escursione e dei risultati ottenuti, con raccolta di foto, materiale video e una pianta di Aristolochia, inizio a dirigermi verso la macchina. Mi imbatto casualmente in un bel Pyrgus che riesco a catturare. Prima di liberarlo definitivamente, ne approfitto per scattare qualche bella foto. Si tratta di Pyrgus armoricanus, determinazione confermata anche da Marco Bonifacino, che ringrazio per il chiarimento.

Pyrgus armoricanus

Stesso esemplare con le ali completamente distese.

Prima di concludere l'escursione, documento la presenza di altre specie di farfalle nella zona, tra cui: Gonepteryx rhamni, Lycaena phlaeas e Pararge argeria.

Un bruco inaspettato
Giunto a casa preparo subito un vaso per la Aristolochia. Nel prendere la pianta, mi sono anche assicurato che vi fosse un buon pane di terra che potesse garantire un trapianto meno traumatico. Una volta sistemata la pianta, l'ho posizionata in un punto del giardino abbastanza umido, dove vi è un'esposizione parziale al sole soltanto di mattina e di sera.

Nei giorni seguenti osservo con notevole soddisfazione che la Aristolochia non presenta segni di deperimento. Come "ringraziamento" la pianta si appresta a generare un nuovo fiore! Un bel giorno prendo la macchina fotografica per immortalare l'evento. Con non poco stupore mi accorgo che una estremità del calice del fiore risulta mangiucchiata. Dentro al fiore stesso c'è un piccolo bruchetto nero con tubercoli marroni. È un giovanissimo bruco di Zerynthia cassandra!

Il bruco appare poco visibile all'imboccatura del fiore.

Di sicuro, nascosto da qualche parte, vi era un uovo che sul posto non avevo individuato. Da allora è divenuto a suo malgrado l'osservato speciale del giardino. Una volta completato l'ultimo stadio, esso andrà a cercarsi un luogo adatto in cui impuparsi, in attesa della prossima primavera. La Z. cassandra trascorre infatti l'inverno come crisalide. Mi prendo l'impegno di liberare l'adulto il prossimo anno, nello stesso prato in cui ho raccolto la pianta.

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