Papilio alexanor e altri Lepidotteri a Valdieri (CN)

Femmina di P. alexanor, mentre depone le uova su Ptychotis saxifraga.

Assieme all'amico Marco, il 28 giugno, mi sono recato presso alcune località comprese nel Comune di Valdieri. Nonostante la finalità principale dell'escursione fosse focalizzata sulla bella e rara Papilio alexanor, abbiamo avuto modo di avvistare, raccogliere ed identificare altri Lepidotteri non meno interessanti.

Se cercate su Google immagini "cava di valdieri" vi appariranno alcune immagini di una farfalla gialla a bande nere: è il Papilio alexanor. Questa specie, appartenente alla famiglia dei Papilionidi, è ben nota per quella specifica località, appunto Valdieri (nulla di nuovo sotto il sole). Da molti anni gode di un livello di protezione a livello internazionale, per via della sua rarità. Essa rappresenta senza dubbio un prezioso elemento di biodiversità per la fauna italiana.

Dintorni di Andonno
Prima di cercare l'alexanor alla cava abbiamo fatto tappa ad Andonno, per percorrere il sentiero dominato dall'enorme falesia calcarea utilizzata come palestra di roccia. Nel primo slargo di Via Radolo, in direzione della palestra di roccia, c'è un bel Papilio machaon che, indispettito dalla nostra presenza, sparisce quasi subito. Camminando in mezzo alla sterrata osserviamo un buon numero di farfalle che svolazzano qua e la.

Melitaea didyma

Le sostanze nutritive contenute in escrementi di un non meglio identificato animale attraggono alcuni maschi di M. didyma, proprio in mezzo alla strada. Molto comune è la Melanargia galathea, di cui si contano decine di individui. Anche una specie della stessa sottofamiglia della galatea fa la sua comparsa, la piccola Coenonympha arcania. Una specie degna di nota, individuata da Marco, è l'Aphantopus hyperantus, unica specie del suo genere in Italia.

Thymelicus lineola posato sulla mio ginocchio.

Un altro Thymelicus lineola.

Giunti al cospetto dell'imponente parete verticale di roccia calcarea, fa la sua comparsa il Satyrus ferula, grande farfalla che, in volo, appare completamente nera. Lungo il sentiero avvistiamo anche il Satyrium spini che, a quanto pare, sembra piuttosto comune in quelle zone.

Satyrium spini

L'ex cava di Valdieri
L'ex cava di Valdieri fa parte della Riserva naturale Rocca San Giovanni-Saben, istituita con lo scopo di preservare un'area di grande interesse naturalistico. Si trova ai piedi delle imponenti formazioni calcaree, la casa dell'alexanor, farfalla piuttosto rara che, in Italia, sopravvive solo in poche aree caratteristiche. La specie è strettamente legata ad una ombrellifera, la Ptychotis saxifraga, che cresce più sulla nuda roccia, piuttosto che sul terreno.

L'accesso all'area della ex cava è abbastanza facile, attraverso una strada sterrata che corre al cospetto delle grandi pareti rocciose. Qui ritroviamo il S. spini, di cui osserviamo un solo individuo.


S. spini, femmina.

Ci fermiamo in una zona apparentemente favorevole alla presenza di P. alexanor ma, nonostante una lunga attesa, della tanto ambita specie manco l'ombra. Ci spostiamo più avanti. Con sorpresa, non distante da alcune pozze d'acqua, avvistiamo l'Apatura iris.


Lycaena alciphron, maschio.

Finalmente Marco avvista l'alexanor! Vola rapido lungo un costone pietroso, con vigorosità ed eleganza tipiche di un papilionide. Elettrizzati per l'avvistamento, ci appostiamo in quella che sembra essere una "rotta" di passaggio, sperando di poter documentare l'individuo più da vicino.

Il P. alexanor fotografato da distante, mentre passa veloce.

Risulta praticamente impossibile fare delle foto e delle riprese decenti. La farfalla non si posa praticamente mai, eccetto in alcuni momenti, solo per nutrirsi o per deporre le uova. Con la videocamera digitale riesco a catturare la fase di nutrimento.

P. alexanor in rifornimento su Centaurea sp.

Solamente durante la via di ritorno, con la sua eccellente macchina fotografica, Marco riesce a fotografare una femmina mentre depone le proprie uova sulla sassifraga (vedi foto in cima a questo post). Le uova sono abbastanza facili da individuare, verdi e tondeggianti.

Due uova di P. alexanor.
Carcharodus lavatherae

Hipparchia sp. (probabilmente fagi).

Le specie avvistate ed identificate con certezza nell'area della ex cava sono: Pyrgus carthami
Carcharodus lavatherae, Ochlodes sylvanus, Papilio alexanor, Papilio machaon, Iphiclides podalirius, Aporia crataegi, Pieris napi, Colias crocea, Satyrium spini, Lycaena alciphron, Scolitantides orion, Apatura iris, Limenitis cfr. camilla, Argynnis paphia, Brenthis daphne, Melanargia galathea, Hipparchia cfr. fagi, Erebia meolans, Maniola jurtina, Aphantopus hyperantus, Coenonympha arcania, Coenonympha pamphilus, Lasiommata maera

Dintorni di Andonno, secondo giro
Dopo un consistente pranzo al sacco, decidiamo di concludere la giornata di escursioni in un'altra località nei pressi di Andonno, ovvero il vallone la Strada Foresta delle Piastre. Lungo la strada identifichiamo diverse specie, tra cui la Melitaea deione e la congenere M. nevadensis. Davvero curiosa è una grande presenza di individui di S. spini, contati a decine lungo la parte del sentiero dove è assente la vegetazione boscosa.

Bell'esemplare di S. spini.

Coppia di S. spini.

Melitaea deione

Melitaea nevadensis, incontrata all'inizio della strada.

Maschio di Polyommatus dorylas.

Le specie avvistate ed identificate con certezza nei dintorni di Andonno sono: Pyrgus carthami, Spialia sertorius, Carcharodus lavatherae, Thymelicus lineola, Ochlodes sylvanus, Papilio machaon, Pieris brassicae, Pieris rapae, Pieris napi, Pieris mannii, Colias crocea, Colias alfacariensis, Leptidea sp., Satyrium spini, Satyrium acaciae, Cupido minimus, Scolitantides orion, Plebejus argus, Polyommatus bellargus, Polyommatus dorylas, Vanessa atalanta, Vanessa cardui, Polygonia c-album, Argynnis niobe, Brenthis daphne, Melitaea deione, Melitaea nevadensis, Melitaea didyma, Melanargia galathea, Hipparchia genava, Satyrus ferula, Maniola jurtina, Coenonympha arcania, Coenonympha pamphilus, Lasiommata maera

Ringrazio Marco per questa bellissima escursione, nonché per aver stilato una lista completa delle specie identificate durante i nostri giri.


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