Mi sono rotto le scatole, quindi me le costruisco da solo

In questi giorni sto effettuando un lavoro di stuccatura a tutte le scatole acquistate da Omnes Artes, un lavoro seccante ma necessario. Per fare ciò utilizzo un impasto costituito da pasta per legno (stucco) e vinavil, ottimi per tappare le fessure agli angoli.

Una scatola con gli angoli fessurati.

Se questo fosse un video su Youtube, scherzosamente, potrei iniziarlo con la frase "questo video non lo volevo fare". Ma non è questo il caso, e la questione di cui desidero parlarvi è abbastanza importante, ed è da tempo che meditavo di scriverci un bel post. Da creatore di contenuti mi prefiggo l'obbiettivo di divulgare al meglio il mondo dei Lepidotteri e tutto ciò che vi ruota attorno, nel bene e nel male. Se è pur vero che su certe questioni mi esprimo in maniera molto personale, come nel caso dei nomi comuni italiani (vedi post), certe volte trovo necessario non prescindere dai dati oggettivi, incontestabili in quanto tali, su cui mi permetto comunque di dare una valutazione personale che può essere condivisa o meno. Il caso di cui vi parlo oggi ne è un esempio lampante.

Stuccatura di un'angolo.

Quando ho iniziato a intendere l'entomologia da un punto di vista più scientifico, piuttosto che come un semplice hobby, avevo la necessità di procurarmi dei contenitori adatti alla conservazione del mio materiale (esemplari). Durante la mia prima Entomodena ho colto l'occasione per procurarmi delle scatole entomologiche in legno, fabbricate e vendute da Omnes Artes. A quel tempo non ero molto attento ai dettagli e, dal mio punto di vista, bastava che una scatola fosse esteticamente accettabile per entrare a far parte della collezione. Gli acquisti erano per lo più dettati da una questione d'immagine; teniamo presente che Omnes Artes, molto probabilmente, è il più importante rivenditore di attrezzature entomologiche in Italia.

Angolo fessurato, prima della stuccatura.

Purtroppo mi sono pentito di aver acquistato scatole da loro, soprattutto per una questione di tenuta ermetica. Di fatti ad un certo punto mi sono deciso ad acquistarne di usate, ad un prezzo pari più o meno alla metà (10 Euro invece di 19 o 22,50), pur avendo un'equivalente tenuta ermetica. In seconda istanza, sfruttando le mie buone abilità di falegname, ho iniziato a costruire una mia serie personale di scatole con legno di recupero a costo 0, grazie anche al valente supporto dell'amico Lino Tirelli.

Risultato della stuccatura.

Quando cercate su Google le parole 'scatole entomologiche' i primi risultati rimandano al sito di Omnes Artes dove, tra l'altro, si può leggere la frase: "Non ci sfugge neppure il più piccolo particolare. Perché i dettagli, nell'entomologia, sono tutto. Garantiamo precisione, accuratezza nella lavorazione, eccellenza nella qualità ad un prezzo contenuto"

Una fessura, anche se molto piccola, può garantire un facile passaggio agli Psocotteri.

Ecco, questo è il tipo di pubblicità ingannevole che mi infastidisce, mi dispiace dirlo ma è così. Nello specifico mi riferisco alle cassette (scatole) entomologiche Modello C e Modello G, rispettivamente in legno di pino e legno ramino lucidati. Quella in pino costa 19 Euro, mentre quella in ramino ne costa 22,50. Il loro sistema di fissaggio dei 4 elementi che compongono i 2 telai, superiore con vetro e inferiore con fondo, rende inefficace la tenuta ermetica, fondamentale per una corretta conservazione degli esemplari. Non di meno, la tenuta ermetica serve per minimizzare la dispersione di odori generati da canfora e simili.

Una scatola può essere bella quanto volete ma, se non ha una buona tenuta, vale poco o niente. Per dirla in altri termini, quando parliamo di scatole entomologiche possiamo affermare che: l'estetica non può prescindere dalla tenuta ermetica, ma non viceversa. Perché dovrei spendere una ventina di euri per una scatola bella ma poco efficiente quando me ne posso costruire una equivalente, seppur meno "bella", al costo di 5 Euro?

Fissaggio dei legni che compongono il telaio di una delle mie scatole. Per garantire la massima robustezza ho utilizzato due spine da mobili per ciascun angolo.

Il problema non sta certamente nella qualità del legno, che è veramente ottima, ma nel modo in cui sono fissati gli assi dei telai. La scatola entomologica non è una cornice di un quadro che puoi assemblare con delle semplici graffette metalliche. Il fissaggio deve essere quanto più robusto possibile e, basandomi sull'esperienza, il sistema migliore prevede fissaggi a 90°, un po come quelli delle tavole che compongono i mobili libreria. Chiaramente non ho la pretesa che tutti si mettano a tagliare ed assemblare legni per fabbricarsi le scatole da soli, ci mancherebbe altro. Gradirei semplicemente che chi fabbrica e vende scatole entomologiche, chiunque esso sia, fornisca dei prodotti di ottima qualità ad un prezzo giusto, nulla di più, nulla di meno.

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1 commento:

  1. Buongiorno,
    mi hanno informata solo adesso di questo post, ma, anche se in grande ritardo, ritengo sia opportuno un mio commento.
    Sono Maria Minardi, titolare di Omnes Artes. La mia azienda opera da più di 40 anni fornendo i principali musei italiani e i più noti entomologi. Se la nostra produzione avesse sistematicamente difetti di tenuta, non saremmo più sul mercato da tempo. Ciò nonostante è capitato anche anche a noi, purtroppo, di aver avuto, in alcuni momenti, problemi di qualità. Da quello che vedo dalle foto, le cassette da lei fotografate sono sicuramente al di sotto dei nostri standard. La invito quindi a contattarmi telefonicamente o via mail. Sarò lieta di sostituirle del tutto gratuitamente le sue cassette per darle l'opportunità di apprezzare la reale qualità della nostra produzione.

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