Curiosità e ambienti della lepidotterofauna ligure

La Liguria è una regione stretta letteralmente fra mare e monti. Situata nell'Italia nord-occidentale, occupa una superficie di circa 5420 km². Affaccia sul mar Ligure e confina ad ovest con la regione francese Provenza-Alpi-Costa Azzurra. In Italia i suoi confini toccano il Piemonte, l'Emilia-Romagna e la Toscana. Il gradiente di altitudine passa dallo 0 del livello del mare fino ai 2201 m del Monte Saccarello, il punto più alto del territorio ligure.

Prato nei dintorni di Serra Riccò.

Le numerose valli che si estendono dalla costa fino ad altitudini elevate sono la culla di un'incredibile varietà di ambienti in cui è possibile riscontrare una straordinaria varietà di specie animali e vegetali. La regione gode di un clima prevalentemente mediterraneo non uniforme, per via del territorio molto diversificato che la caratterizza. In prossimità del livello del mare, in inverno, le temperature si mantengono intorno a 0-1 °C. Nell'entroterra si riscontra un clima più rigido, nel quale le temperature possono scendere al di sotto dei -10 °C. In piena estate le temperature possono raggiungere i 27-30 °C. Questo tipo di clima è molto favorevole per i Lepidotteri il cui periodo di volo, in certi casi, può iniziare anche a gennaio o febbraio con l'avvicinarsi della primavera, e terminare a ottobre o novembre con l'inverno alle porte.

Podalirio (Iphiclides podalirius), una delle farfalle liguri più belle.

Sulla base di pubblicazioni rilasciate tra il 2006 e il 2014, in particolare l'aggiornamento riguardante la presenza e diffusione dei macrolepidotteri sul territorio italiano (Parenzan P., Porcelli F. 2006) e la recente checklist sulle farfalle d'Italia (Balletto E., Cassulo L., Bonelli S. 2014), almeno 1350 specie sarebbero indicate come presenti entro i confini regionali. Questo numero è sicuramente destinato a cambiare dato che la presenza di diverse specie, soprattutto di falene, è incerta e necessita di ulteriori studi. All'interno di questo grande numero poco più di 175 specie sono rappresentate da farfalle la cui presenza è confermata.

L'apollo (Parnassius apollo), specie protetta di alta montagna.

La grande ricchezza di habitat incontaminati consente la sopravvivenza di una consistente varietà di Lepidotteri. Tra le farfalle vi sono alcune specie protette a livello europeo. Una di queste è il Papilio alexanor, grande e rara farfalla vagamente simile al macaone, che si può trovare solamente in aree molto localizzate dell'estremo ponente. Degno di menzione è il Parnassius apollo (anch'esso soggetto a livelli di protezione europei), farfalla che vola a quote molto elevate. La maggior concentrazione di specie ed individui è riscontrabile in ambienti montuosi, ad altitudini che si aggirano intorno ai 500-1000 metri di quota. Ad esempio, in Alta Val Trebbia, luogo rinomato per la purezza delle acque dei suoi fiumi, è possibile osservare più di 60 specie di farfalle in pochi chilometri quadrati.

La pafia (Argynnis paphia), comune farfalla dell'entroterra ligure.

Non è facile stabilire quale sia la farfalla più comune. In certi periodi dell'anno, negli habitat giusti, si può osservare una consistente popolazione di una certa specie piuttosto che di un'altra. Fra le specie più frequenti vi sono sicuramente Ninfalidi e Pieridi molto emblematici, come la vanessa atalanta (Vanessa atalanta) e la cavolaia (Pieris rapae), osservabili praticamente ovunque. Verso fine agosto è possibile avvistare un grande numero di pafie (Argynnis paphia), farfalle arancioni ornate da una trama di disegni e macchie nere. Nei prati e margini stradali delimitati da boschi è possibile vederne svolazzare a decine.

Galatea (Melanargia galathea), farfalla molto comune in Liguria.

Non meno comune della bella farfalla arancione è sicuramente la Melanargia galathea, la cui abbondanza in ambienti di bassa montagna è facilmente riscontrabile. Molto comune dal livello del mare fino ai monti più alti è la Colias crocea, vivace farfalla giallo-arancione. Nelle zone molto urbanizzate si può trovare una specie alloctona divenuta ormai molto comune: il Cacyreus marshalli, comunemente noto come licenide del geranio, la cui forte presenza è dovuta al diffusissimo pelargonio decorativo di cui sono ghiotti i suoi bruchi.

Licenide del geranio (Cacyreus marshalli), fotografato a Genova.

Tra le falene più comuni non si può non citare l'Amata phegea; contrariamente alla maggioranza delle falene essa vola di giorno. Ha una colorazione nero-bluastro, con evidenti macchie bianche sulle ali. Nei boschi dell'entroterra se ne può osservare una moltitudine di individui.

Amata phegea in accoppiamento.

Molto interessanti dal punto di vista naturalistico sono gli endemiti, ovvero specie il cui areale è esclusivo di un determinato territorio. Esistono diversi taxa appartenenti al genere Zygaena citati solamente per il territorio ligure. Due farfalle sono confinate nell'estremo ponente, come il Polyommatus dolus e la Melanargia occitanica, assenti nelle altre regioni italiane. Uno dei casi più significativi è rappresentato da Eudarcia nerviella, minuscola falena il cui areale conosciuto è ristretto al quartiere di Genova Nervi. Questo ed altri casi di endemismo, molto circoscritti, sono strettamente legati all'ambiente in cui vivono; ciò ne costituisce un potenziale fattore di rischio per la salute delle specie stesse.

Il primato del lepidottero ligure più grande spetta ad una falena appartenente alla famiglia dei Saturniidae: la saturnia del pero (Saturnia pyri), le cui femmine possono raggiungere i 150 mm di apertura alare. Tra le farfalle la specie più grande è di norma la ninfa del corbezzolo (Charaxes jasius) che, in certi casi, può raggiungere i 95 mm di apertura alare massima. Non meno grandi sono il macaone (Papilio machaon) e il podalirio (Iphiclides podalirius), che possono superare gli 85 mm. Anche l'apertura alare di alcune femmine di grande silvano (Limenitis populi), grande farfalla dei boschi, può superare tranquillamente gli 85 mm.

Charaxes jasius, grande farfalla tipica della macchia mediterranea.

Il primato opposto, ovvero del lepidottero più piccolo, spetta ancora una volta ad una falena: questa appartiene con ogni probabilità alla famiglia dei Nepticulidae, comprendente individui davvero minuscoli, le cui aperture alari sono di pochi millimetri. La farfalla più piccola è il cupido minore (Cupido minimus), appartenente alla famiglia dei Licenidi. La sua apertura alare si aggira infatti intorno ai 20 mm.

Negli habitat costieri troviamo soprattutto piante erbacee e succulente, molto esposte al salino del mare. Le farfalle non mancano di far visita ai fiori che crescono in queste zone. Si possono osservare esemplari di passaggio di podalirio (Iphiclides podalirius), macaone (Papilio machaon), limoncella (Colias crocea), cavolaia (Pieris rapae) e vanessa atalanta (Vanessa atalanta).

Scogli a Genova Nervi.

Lande, macchie, garighe e praterie rappresentano un'ampia categoria che riunisce gli ambienti “aperti”, caratterizzati da vegetazione dominata da copertura di piante erbacee o arbustive, talora miste fra loro. Lungo i valloni pietrosi arricchiti da questo tipo di vegetazione si può osservare Hesperia comma, silvano (Ochlodes sylvanus), macaone (Papilio machaon), podalirio (Iphiclides podalirius), cleopatra (Gonepteryx cleopatra) e alexis (Glaucopsyche alexis).

Mt. Fasce, alture di Genova.

I prati sono gli habitat preferiti delle farfalle. Vi cresce una grande quantità di piante erbacee adatte allo sviluppo dei bruchi, nonché fiori graditi agli adulti. Fra le numerose specie possiamo trovare il pirgo (Pyrgus spp.), silvano (Ochlodes sylvanus), macaone (Papilio machaon), podalirio (Iphiclides podalirius), pieride della senape (Leptidea sinapis), pieride del biancospino (Aporia crataegi), navoncella (Pieris napi), cedronella (Gonepteryx rhamni), tecla del rovo (Callophrys rubi), titiro (Lycaena tityrus), cupido minore (Cupido minimus), icaro (Polyommatus icarus) bellargo (Polyommatus bellargus), mera (Lasiommata maera), ninfa minore (Coenonympha pamphilus), circe (Brintesia circe), satiro del faggio (Hipparchia fagi), vanessa dell'ortica (Aglais urticae), pafia (Argynnis paphia) e didima (Melitaea didyma).

Gli habitat forestali sono più freschi e ombreggiati. Vi si trova una vegetazione erbacea e arbustiva costituente il sottobosco. Abitanti dei boschi sono le Satirine, farfalle dalle tonalità mimetiche che trovano rifugio nel sottobosco.

Boschi dell'Alta Val Trebbia.

Le zone umide sono aree dove il substrato torboso o argilloso mantiene un ristagno d'acqua che favorisce la presenza di specie vegetali particolari, legate esclusivamente a quel tipo di ambiente.

Rovegno, Alta Val Trebbia.

I boschi a dominanza di castagno sono la dimora di numerose falene che trovano riparo tra il fogliame del sottobosco. Questi ambienti derivano da impianti produttivi che, una volta abbandonati, si sono velocemente rinaturalizzati per l’ingresso di specie arboree ed arbustive tipiche.

Dintorni di Casanova, Alta Val Trebbia, un tipico habitat boschivo.

I margini stradali non sono un vero e proprio habitat, ma un'opera dell'uomo integrata nel paesaggio, nonché fondamentale via di spostamento veloce. Lungo i suoi margini vi trovano dimora numerose piante erbacee e arbustive che attirano molte farfalle. La strada costituisce tuttavia un pericolo non indifferente, in quanto gli esemplari che la attraversano, o che si posano su di essa, possono essere uccisi da veicoli di passaggio. In certi punti si possono osservare il grande silvano (Limenitis populi) e la vanessa multicolore (Nymphalis polychloros). Altre specie degne di nota sono l'aurora (Anthocharis cardamines) e il pieride del biancospino (Aporia crataegi).

Tratto stradale tra Casanova e Pietranera, Alta Val Trebbia.

Le zone fortemente urbanizzate rappresentano il luogo meno ospitale per un lepidottero, data la scarsità di terreno in cui possano sopravvivere le piante di cui si nutrono, sia a livello di bruco che di adulto. Tutte le aree verdi, come giardini e parchi, costituiscono una rete di piccole osasi, laddove crescono le piante nutrici che permettono alle farfalle di sopravvivere in un ambiente fortemente antropizzato. In queste aree si possono incontrare il licenide del geranio (Cacyreus marshalli), la limoncella (Colias crocea), la cavolaia (Pieris rapae) e la cavolaia maggiore (Pieris brassicae).

Veduta di Genova.

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