Universo dei Lepidotteri - La regione afrotropicale

La regione afrotropicale comprende l'Africa a Sud del Sahara; il Madagascar, le Comore e le Seychelles ne fanno parte, ma formano assieme la sottoregione malgascia, un'area ben distinta per quanto riguarda la fauna. I limiti della regione sono i deserti sahariano ed arabo.

Le farfalle che si trovano in queste due aree desertiche sono pochissime. Nel Sahara vi sono sia specie paleartiche, come la daplidice (Pontia daplidice) e la crocea (Colias crocea), sia specie afrotropicali tipiche delle savane come alcune Colotis, Catopsilia ed Eurema. A mano a mano che ci si allontana dall'equatore, si passa da un clima tropicale umido ad uno secco, e i principali tipi di vegetazione di foresta pluviale, savana e prateria sono distribuiti in modo molto articolato; inoltre il Sud Africa presenta una vegetazione e una fauna molto differenziate, con boscaglie e savane tipiche.

Paesaggio africano della savana.

I maggiori cambiamenti climatici nella regione sono legati alla piovosità, che è stagionale in parecchie aree del continente: per le farfalle in molti casi si osservano variazioni nella forma e nel colore delle ali tra gli esemplari di una stessa specie presenti nella stagione secca e quelli della stagione umida. Come per altre regioni zoogeografiche, anche qui le glaciazioni hanno avuto un ruolo importante nell'andamento delle precipitazioni e quindi nell'estensione e retrocessione delle foreste. Le fasi di frammentazione della foresta hanno portato allo sviluppo di specie e sottospecie nuove per un fenomeno di isolamento.

A differenza della regione paleartica, però, in cui le glaciazioni hanno portato alla formazione di nuove ed interessanti specie e sottospecie sulle montagne, nell'Africa subsahariana non essendovi catene montuose rilevanti, farfalle di alta quota non presentano differenze da quelle che volano a quote più basse. In Africa, oltre al Pleistocene, con periodi glaciali e pluviali, ha avuto un ruolo fondamentale anche un'altro periodo geologico, l'Oleocene, che ha visto il veloce arretramento delle foreste per lasciare spazio al Sahara che solo 10.000 fa era caratterizzato da un clima relativamente umido e da una vegetazione ricca e abbondante.

Un papilionide centro-africano (Papilio sp.)

Le grandi modificazioni climatiche e il territorio mediamente più elevato rispetto all'America meridionale potrebbero spiegare la differenza che si riscontra tra le due regioni nel numero di specie di farfalle. Nella regione afrotropicale sono infatti conosciute quasi 2500 specie, circa 1/4 di quelle presenti in Sud America. Va anche ricordato, però, che la fauna di molte zone è ancora poco conosciuta e molte specie aspettano ancora di essere descritte. Le aree più riccamente popolate di farfalle sono le foreste pluviali di bassa quota, soprattutto nei territori occidentali. Anche le savane, che hanno una fauna più povera, rappresentano un ambiente importante perché molto caratteristico.

Nelle regioni centrali del continente africano vola l'antimaco, Papilio antimachus, una delle specie di farfalle più grandi del mondo. Si tratta di un papilionide la cui apertura alare può tranquillamente superare i 20 centimetri e ciò, di fatto, ne fa la specie di farfalla più grande che si possa osservare nella regione afrotropicale. La colorazione delle ali di entrambe i sessi avverte i potenziali predatori della loro estrema tossicità.

Esemplare di Papilio antimachus, dorso (sopra) e rovescio (sotto).



Riferimenti:
  • Panzetti. P., Peruzzo A., Pitton. L., Rosa P., Vercellini G. 2003-2004. Le farfalle più belle del mondo - Alberto Peruzzo Editore SRL, Milano.

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